Paolo Quinzio l’avvocato delle grandi industrie

Personaggi della teatinità. Si laureò a Bari, il suo relatore di tesi fu Aldo Moro Governatore del Sacro Monte di Morti, fece iscrivere il Miserere alla Siae
CHIETI. Presidente per quasi vent'anni dell'Ordine degli avvocati di Chieti, Governatore dell'Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti dal 1989 al 2001, ultradecennale presidenza del Circolo degli Amici: basta ricordare solo questi ruoli ricoperti in istituzioni cittadine che godono di assoluto prestigio per capire quale peso abbia avuto nella città il personaggio odierno della mia vetrina, Paolo Quinzio.
Figlio di Enrico, che nel lontano 1911 fondò lo studio legale di cui Paolo è stato a lungo protagonista e che ora è guidato dai figli Margherita e Enrico, si è laureato in legge a Bari, con Aldo Moro suo relatore. Nell'esercizio della sua professione si è fatto conoscere ed apprezzare per competenza e professionalità nel campo della giustizia civile ed in particolare trattando diritto societario, bancario e fallimentare. E' stato il legale di importanti gruppi industriali che hanno operato nella Val Pescara, come Olivetti, Rossi Industriale, Fusac e Industrie Meridionali. In questa veste ha dato il suo contributo alla industrializzazione della vallata, godendo anche dell'amicizia di un personaggio come l'avvocato Franzo Grande Stevens con il quale ha collaborato in più occasioni per agevolare insediamento di aziende nel territorio. Nel 1994, unico teatino che ha avuto questo riconoscimento, è stato eletto componente del Consiglio Nazionale Forense presso il Ministero della Giustizia. Dal 1976 al 2006 è stato Consigliere presso la Filiale della Banca d'Italia. Nel 1973 con l'istituzione a Chieti della Commissione Tributaria di primo grado l'avvocato Quinzio è stato nominato Giudice Tributario assumendo la funzione di vice-presidente, fino al 2001. Per completare il quadro del suo impegno professionale, va ricordato che, dopo essere stato premiato con la Toga d'Oro per oltre 40 anni di attività, nel 2001 ha avuto il riconoscimento dovuto a chi ha superato il mezzo secolo di iscrizione all'Albo degli Avvocati.
Per quanto riguarda il suo impegno in favore della città, si deve a Paolo Quinzio, da Governatore del Sacro Monte dei Morti, l'iscrizione alla Siae della partitura del Miserere. Un passo assolutamente necessario per tutelare l'opera di Saverio Selecchy e farla conoscere ben oltre i confini della città . Ci sono poi due significative tappe che hanno portato, sotto la guida del Governatore Paolo Quinzio, l'Arciconfraternita ad incontrare Papa Giovanni Paolo II , in udienza nella sala Nervi- La prima nel 1990, la seconda, nel corso del Giubileo del 2000 Fu in quella occasione che papa Woityla si congratulò personalmente con il Governatore, dopo aver ascoltato una splendida esibizione del Miserere.
Anche nella gestione del Circolo degli Amici ha avuto un ruolo fortemente attivo, come è nello stile del personaggio che in tutte le occasioni, nell'assumere incarichi non si è limitato ad accettarne gli onori, ma si è sempre fatto carico degli oneri. A lui infatti si devono i lavori di ristrutturazione dei locali della sede in Via De Lollis, Palazzo De Sancits Ucciardone, con l'apertura di un'area dedicata alla ristorazione. Inoltre sotto la sua ultradecennale presidenza il Circolo si è fatto promotore di tantissimi eventi che hanno esaltato il ruolo del circolo e che hanno sempre raccolto consensi e adesioni dai numerosi soci e dagli ospiti provenienti da tutta la regione.
Infine va ricordato che Paolo Quinzio ha ricoperto anche la carica di presidente provinciale della Croce Rossa dal 1994 al 2002. Durante il suo mandato, venne realizzata la sede in via Pietro Falco, sede che venne inaugurata il 3 maggio del 2001 con l'intervento della allora presidente generale Maria Pia Garavaglia.
Paolo Quinzio oggi gode della più che meritata pensione, con la soddisfazione che gli tocca di aver lasciato nel corso del cammino già fatto, orme che nessuno potrà mai cancellare, tanto evidenti e importanti per la città che gli fanno meritare il grande rispetto e l'ammirazione da cui è circondato.Questa mia nota, in fondo, vale solo una presa d'atto di tutto questo.

