Paolucci a Zavattaro: puoi andartene

L’assessore esorta il manager Asl ad accelerare la partenza e poi fa il blitz nella casa di riposo con il candidato Febo
CHIETI. Nessun intervento per esortare il ritiro delle dimissioni appena annunciate. Anzi, se possibile, l’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, invita il direttore generale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Francesco Zavattaro, a chiudere velocemente le pratiche in sospeso e a ufficializzare al più presto la decisione presa per lasciare campo libero al suo successore. «Nulla di personale» assicura Paolucci «e nessuna guerra contro il manager» sostiene «abbiamo direttive del governo stringenti da applicare e dobbiamo rendere conto della nostra programmazione sanitaria a un severo tavolo nazionale. Ma non siamo malati di protagonismo» precisa l’assessore replicando alle considerazioni espresse con garbo, ma trancianti, di Zavattaro sul presidente della Regione Luciano D’Alfonso. «Non siamo degli accentratori, ma il percorso che abbiamo attivato si basa su una puntuale analisi dell'offerta e del fabbisogno della domanda di salute avanzata dal cittadino». Nessuna accusa «esplicita» contro l’operato di Zavattaro anche se la decisione di anticipare l’uscita di scena dalla Asl di tre anni la dice lunga sulla tensione dei rapporti sorta tra il manager e palazzo dell’Emiciclo subito dopo la sconfitta di Gianni Chiodi e l’ascesa allo scranno di presidente della Regione di D’Alfonso. «Vado via perché non posso fare altrimenti» ha confidato martedì sera al Centro Zavattaro «D’Alfonso vuole gestire direttamente, attraverso i suoi uomini, l’azienda sanitaria più importante dell’Abruzzo». Accusa smentita ieri mattina da Paolucci durante il suo «blitz» agli Istituti riuniti San Giovanni Battista, meglio conosciuti come ex Casa di riposo di piazza Garibaldi. Dove il giovane assessore alla Prrogrammazione economica e sanitaria si è presentato accompagnato da Luigi Febo, candidato sindaco del centrosinistra alle amministrative del 31 maggio. Paolucci è stato ricevuto dalla direttrice della struttura, Luisa Caramanico, e da un manipolo di Rsu. «I finanziamenti annunciati, 300 mila euro, per la riapertuta della casa di riposo Villa degli Ulivi saranno disponibili a partire dal primo giugno» ha annunciato ai componenti del tavolo «in più verranno messi a disposizione altri 100 mila euro per piccoli aggiustamenti all’Istituto».
La prima somma di denaro stanziata dalla Regione consentirà di ospitare a Villa degli Ulivi altri 60 posti letto. Linfa vitale per le magre entrate della ex casa di riposo.
«Abbiamo decine di richieste di ricoveri in questa struttura» lamenta la direttrice Caramanico «ma la Asl ci ha legato le mani e non sappiamo perché». Attualmente gli ospiti della struttura sono 115, ma presto, con l’operazione Villa degli Ulivi potranno salire a quota 175. Ma se la Asl ha finalmente onorato i pagamenti degli stipendi ci sono Comuni che continuano ad essere morosi. «I pagatori peggiori» ha rivelato Pino Palmerio, dipendente e sindacalista «sono quelli di Chieti e Pescara. Un dato di fatto che sconcerta se si pensa che molti degli ospiti di questa struttura sono proprio teatini». Poi è iniziato il tour dell’assessore nei locali dell’ex casa di riposo. Un «viaggio a sorpresa» voluto da Luigi Febo «per dimostrare in modo pratico il lavoro che viene svolto quotidianamente da questa struttura a sostegno di persone anziane disabili e non autosufficienti. Un luogo al quale le istituzioni devono prestare grande attenzione. La politica» ha aggiunto «deve investire su strutture come queste per fronteggiare gli anziani che avanzano». I veri protagonisti della società futura.

