Paolucci: investiamo sul Consalvi

25 Ottobre 2014

Casoli, l’assessore regionale alla sanità riapre le speranze sull’ex ospedale: «Qui una Casa della salute»

CASOLI. «Investire sul territorio, sulle strutture come l’ex Consalvi di Casoli e i distretti, che sono postazioni importanti per le popolazioni interne, non è solo l’obiettivo di questa amministrazione regionale, ma sarà realtà». È chiaro l’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, nell’indicare l’importanza che distretti e presidi territoriali di assistenza come gli ex ospedali di Casoli e Gissi hanno per le popolazioni interne ma anche per la regione.

Postazioni vitali per utenti di Comuni che distano chilometri dagli ospedali, che hanno pagato finora il dazio maggiore nell’ambito dei tagli operati nella sanità. Ieri Paolucci ha visto con i propri occhi com’è la sanità nell’entroterra, visitando prima il distretto di Lama dei Peligni, poi l’ex ospedale Consalvi. Nel pomeriggio è intervenuto nel convegno organizzato nel teatro comunale sul tema “Sanità nelle aree interne”. E ha rassicurato sindaci e utenti: «Nel piano sanitario regionale sono previsti 100 milioni di euro di investimenti sul territorio in attrezzature e servizi».

E di attrezzature migliori e maggiori servizi ha bisogno il Consalvi. Che, nell’idea dei sindaci, alcuni medici e anche della Asl diventerà una sorta di “Casa della salute”. Come spiegato da Vicenzo Orsatti, responsabile nucleo operativo distrettuale Sangro-Aventino e del Pta di Casoli, «i presìdi di Casoli e Gissi diventeranno luoghi in cui i pazienti troveranno ambulatori infermieristici, unità di cure primarie, con medici di medicina generale e operatori Asl, punto prelievi, punto di primo intervento, postazione del 118, medico di guardia, diagnostica per immagini, ambulatori specialistici e anche 20 posti letto di residenza pubblica». «Più che 20 anche 40 posti di residenzialità», ha precisato Paolucci, «visto che gli spazi ci sono». Musica per le orecchie del sindaco di Casoli, Sergio De Luca, e degli utenti. «Non chiediamo che si torni ad operare o che ci siano posti letto per acuti», spiega De Luca, «ma di potenziare quello che c’è. Abbiamo nel secondo piano del presidio i poliambulatori: vanno potenziati con più medici e servizi. Il geriatra viene una volta ogni 15-20 giorni. La popolazione interna è anziana, rappresenta il 35 % degli utenti, che è maggiore della media nazionale che si attesta al 21%; il geriatra deve venire almeno una volta a settimana. Così come il fisiatra. L’urologo non viene neanche più. Questo significa che le visite con questi specialisti si fanno negli ospedali di Lanciano e Chieti, che si ingolfano».

Non solo. Al Consalvi, ad esempio, la dialisi potrebbe essere aperta anche al pomeriggio, l’ex palestra per la riabilitazione, ancora dotata di tutte le attrezzature nonostante non sia più collegata ad un reparto spostato ad Atessa, potrebbe essere utilizzata per la fisioterapia. Anche la diagnostica per immagini va migliorata. «L’ecografo ha 14 anni e va sostituito», dice De Luca, «il macchinario per fare la panoramica è rotto, va riparato. La Tac può essere potenziata. Così per questi esami si possono ridurre le liste di attesa negli ospedali e si evita alla nostra gente di fare chilometri inutili».

Teresa Di Rocco

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