Papà orco, la figlia maggiore chiede i danni

15 Novembre 2016

La 19enne esce allo scoperto dopo che la sorella di 14 ha fatto arrestare il genitore: anche lei ha subìto le stesse attenzioni

VASTO. Per anni ha ingoiato lacrime. Crescendo, il dolore e l’umiliazione si sono trasformate in rabbia e ora che il suo dramma è venuto alla luce grazie alla denuncia della sorella minore, lei vuole giustizia. Aurora (il nome è di fantasia), 19 anni, si è affidata all’avvocato Arnaldo Tascione per la costituzione di parte civile contro il presunto papà orco. Aveva solo 11 anni quando il padre avrebbe abusato di lei per la prima volta.

«A 14 anni la ragazzina raccontò tutto alla mamma. La donna prima cacciò il marito da casa, poi davanti alle lacrime dell’uomo, accusò la figlia di avere mentito e la obbligò a chiedere scusa al genitore», ha raccontato il dirigente del commissariato Alessandro Di Blasio. Cosa sia accaduto alla ragazza in questi ultimi anni non si sa. La vicenda è coperta dal segreto istruttorio. La storia è delicatissima e al centro delle indagini della Procura vastese. Di sicuro dal 2013 quel papà orco aveva cominciato ad avere un atteggiamento strano anche nei confronti della sorella minore della ragazza che, ora 14enne. La polizia che lo ha ammanettato dopo un mese di intercettazioni parla di abusi sessuali. Una storia terribile. Un inferno che è finito proprio grazie alle intercettazioni degli investigatori.

«È una vicenda delicatissima di cui non posso parlare perché le indagini e le perizie sono ancora in corso», dice l’avvocato Tascione. «Di sicuro posso dire che la mia assistita porta addosso cicatrici profonde che non andranno mai più via. Per lei è stato molto doloroso non essere stata creduta quando ha chiesto aiuto e aver dovuto chiedere scusa al padre», afferma il legale.

La mamma ha lasciato Vasto dopo che il Tribunale per i minori dell’Aquila le ha portato via il figlioletto di 6 anni affidandolo per il momento a una Casa famiglia. Ma anche la figlioletta della 19enne e che ha solo 2 anni, è stata affidata a un istituto. Un altro dolore in un susseguirsi di sofferenze.

La Procura ha disposto perizie approfondite sulla vicenda. E di questo la 19enne è contenta. Vuole giustizia. Nessuno potrà restituirle quello che le è stato tolto, ma spera che la persona che le ha causato tanto dolore possa finalmente pagare. «Ma lei vuole che chi le ha procurato tanto dolore paghi", dice l'avvocato Tascione. Non aggiunge altro. Nessuno conosce la località il cui il padre di Aurora è stato trasferito. Un pool di periti , psicologi e terapeuti è al lavoro per stabilire l'attendibilità degli accusatori e scoprire la verità. Non è escluso che possano essere disposti confronti fra le presunte vittime. Non è escluso neppure che vengano scoperti altri particolari. Paola Calvano