Papà Roberto chiama la moglie ricoverata per un ictus
VASTO. «Vado a dirlo a Michelina». La prima persona a cui Roberto Di Lello, il padre di Fabio, ha pensato alla lettura della sentenza è stata la moglie. La donna, colpita qualche settimana fa da un...
VASTO. «Vado a dirlo a Michelina». La prima persona a cui Roberto Di Lello, il padre di Fabio, ha pensato alla lettura della sentenza è stata la moglie. La donna, colpita qualche settimana fa da un ictus, è tuttora ricoverata a Pescara. A provocare il grave malore pare sia stata la tensione e il dolore per il dramma vissuto. «Il figlio Fabio», dice l’avvocato difensore Pierpaolo Andreoni, «non è più lo stesso dalla morte della moglie Roberta. Quella perdita lo ha fatto ammalare e lo ha spinto a uccidere. È in carcere e sta male», afferma Andreoni. Ieri mattina Fabio Di Lello è entrato in aula, ha ascoltato la requisitoria e le arringhe ma non la sentenza. Ha chiesto di tornare in carcere poco dopo le 12. Era sfinito. «Siamo stati noi a comunicargli la sentenza», dice Andreoni. «Non ha esultato. Non c’è nulla che lo faccia esultare. Con la morte di Roberta è come se si fosse spenta la sua voglia di vivere. Non ha esultato neppure il padre. Ha piuttosto accolto con sollievo il dispositivo pensando alla moglie finita in Rianimazione dopo mesi di tensione». Anche gli amici di famiglia e gli allievi di Fabio del Cupello calcio hanno accolto con sollievo la sentenza. A distanza di un anno e mezzo dall’omicidio loro sono ancora increduli. (p.c.)
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