Papà Alberto e mamma Anna piangono un giovane solare

1 Agosto 2016

Lavorava in una ditta di Chieti Scalo, gli amici lo attendono per l’ultimo saluto «La vita è questa», aveva scritto sul suo profilo: quasi un tragico presagio

CHIETI. «La vita è questa. Niente è facile, nulla è impossibile». Per Fabio questa citazione era quasi un motto, scritto su un’immagine che ritrae una strada, postata un anno fa sul suo profilo di Facebook come un tragico presagio. Era solare, Fabio D’Ettorre, 33 anni, secondo di tre fratelli, figlio di un operaio in pensione e di un’esperta infermiera, diplomato al Pomilio e da sempre appassionato di moto. Il lavoro in una ditta di Selvaiezzi, la Magma, che si occupa della distribuzione di contenitori per rifiuti, e poi la famiglia, il papà Alberto che lavorava nello stesso settore, con l’azienda che operava per il Comune, la mamma Anna Maria, infermiera nel centro trasfusionale della Asl, la sorella Manuela, anche lei infermiera ma al nido, e infine il fratello Marco, un giovane ingegnere. Era questo il mondo di Fabio che trascorreva il suo tempo libero con gli amici scalini, Antonio, Mauro, Andrea, il secondo dei quali era con lui, ieri mattina, nell’ultima tragica gita in moto. Erano partiti presto da Chieti, insieme con Sandro Di Gregorio, 45 anni, anche lui teatino e dipendente di una vetreria artistica di Sambuceto, che ora è ricoverato all’ospedale di Avezzano dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Era un abile motociclista, Fabio D’Ettorre, capace di “domare” una Kawasaki Ninja, verde smeraldo, la più scattante delle moto, che poi ha cambiato con un mezzo meno rischioso, una Yamaha con cui però ha perso la vita. Una vita fatta di cose semplici, di amicizie e famiglia, di escursioni in motocicletta e casa, un’abitazione che si trova in via dei Canneti, tra Colle Marcone e Via per Popoli. Oggi l’autopsia chiarirà se Fabio ha subìto un malore prima della tragica caduta. A Chieti Scalo lo attendono per dargli l’ultimo saluto. Noi lo ricordiamo con una foto scattata all’inizio dell’estate a Lisbona dove era stato con l’amico Mauro. E’ l’immagine di un giovane sereno. L’ultima.