Parcheggi gratis per lo shopping I negozianti: il risultato è positivo

Ieri primo giorno senza strisce blu: l’iniziativa si ripeterà anche il 24 dicembre, il 2 e il 5 gennaio Spunta l’ipotesi di non far pagare il sabato per tutto l’anno: favorevoli le associazioni di categoria
CHIETI. Primo giorno di parcheggi gratuiti per favorire lo shopping natalizio. E ieri l’iniziativa del Comune sembra aver funzionato: complice la bella giornata, con i divieti di spostamento ancora in vigore e con le chiusure dei centri commerciali, la gente ha riempito le vie del centro e il commercio cittadino ha avuto una scossa positiva. L’idea di non far pagare le strisce blu è stata delle due liste civiche “Chi ama Chieti” e “Chieti c’è” che hanno chiesto e ottenuto il parcheggio gratuito in quattro giornate, la prima è stata quella di ieri, poi ci saranno quelle del 24 dicembre e del 2 e 5 gennaio. L’assessore Stefano Rispoli, inoltre, ha fatto sapere che sta lavorando a un’ipotesi per cui il sabato non si debba più pagare il parcheggio.
«Per noi commercianti sarebbe più che auspicabile», dice la presidente cittadina di Confesercenti, Marina De Marco, «bene le quattro giornate di parcheggi gratis, ma noi vorremmo appunto ancora di più». Nel frattempo De Marco conferma una maggiore presenza di persone in giro, dovuta probabilmente non solo ai parcheggi gratuiti, ma anche ad altri fattori. «Non ultimo», dice, «la chiusura dei grandi centri commerciali. Queste giornate di chiusura, con tanta gente in città, sono la dimostrazione di quanto i grandi centri commerciali abbiano nociuto al piccolo commercio cittadino». Un riconoscimento nei confronti dell’amministrazione comunale, per quanto fatto in tema di parcheggi gratuiti e illuminazione natalizia, arriva anche dalla presidente di Confcommercio Chieti Marisa Tiberio. Ma, nonostante tutto, avverte Tiberio, «le imprese non sono interruttori che si accendono e spengono a piacimento. C'è stato impegno da parte dell'amministrazione a garantire luminarie, filodiffusione, parcheggi liberi e attenzioni al mondo del commercio, ma siamo comunque costretti a valutare negativamente il blocco dell'intero Paese che produrrà un costo che le nostre imprese non sono in grado di sopportare. Le annunciate chiusure sono una vera mazzata. Non c'è niente di peggio di decisioni dell'ultim'ora e sempre in tarda serata e nel fine settimana. Si è creata una fase di permanente confusione e precarietà per gli imprenditori e consumatori. Chiaramente», conclude Tiberio, «la tutela della salute pubblica è al primo posto, e noi imprenditori ce la stiamo mettendo tutta, ma appena dopo la tutela sanitaria c'è quella di tutte le attività produttive e la salvaguardia dell'occupazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

