Parco solare in mezzo al mare: meno di un mese per opporsi

28 Gennaio 2023

L’impianto fotovoltaico sorgerà a 2, 5 chilometri dalla costa nel tratto compreso tra Postilli e Riccetta Scattati i 30 giorni per presentare le osservazioni. Il caso in consiglio comunale per i provvedimenti

ORTONA. Il termine «perentorio» è di 30 trenta giorni consecutivi decorrenti dalla data di pubblicazione dell’avviso da parte della capitaneria di porto di Ortona. Significa che la scadenza per presentare le osservazioni e le opposizioni che si ritenessero opportune a tutela di eventuali diritti in merito al rilascio della concessione demaniale marittima è quella di venerdì 17 febbraio. Entro questa data, quindi, chi volesse dire la sua sul rilascio della concessione demaniale marittima alla Fred OlsenRenewables Italy Srl di Roma per un periodo di 40 anni per la realizzazione e l’esercizio di un impianto fotovoltaico offshore galleggiante di fronte alla costa di Ortona, può farlo.
L’impianto è da realizzare nello specchio di mare ad una distanza che va da circa 2,5 km nel punto più prossimo a 3,5 km nel punto più distante dalla costa. L’impianto è costituito da 40 piattaforme galleggianti di dimensioni pari a 200 x 200 m per l’installazione dei moduli e di 10 piattaforme galleggianti/fisse di dimensioni pari a 40 x 40per l’installazione dei gruppi di conversione e trasformazione BT/MT;la superficie dello specchio acqueo è di metri quadrati 4.583.765. L'istanza presentata dalla società in questione e la relativa documentazione tecnica a corredo della stessa, sono depositate in copia digitale a disposizione degli interessati nella Sezione demanio della capitaneria.
Del caso si occuperà anche il consiglio comunale in una delle prossime sedute per iniziativa della minoranza che oltre a chiedere la convocazione dell’assemblea civica per discutere il progetto, ha anche presentato una proposta di delibera sul quale dovranno esprimersi le forze politiche. Per il gruppo di minoranza l’area in cui dovrebbe essere creato il parco solare «è prospiciente alle aree individuate dalla Regione come zone di produzione e raccolta di “Venus gallina” denominate “Ghiomara”, “Arielli” e “Riccio”, e il cavidotto dell’impianto attraverserebbe perpendicolarmente il transetto “Arielli”, con evidenti ripercussioni sulla sicurezza della navigazione e per il settore pesca». Ai fini della sicurezza della navigazione, poi, «la realizzazione dell’impianto potrebbe creare ripercussioni per l’attività di pesca professionale e sulle attività ludico-diportistiche, e sul loro svolgimento in sicurezza». Inoltre, «la realizzazione dell’impianto, per le caratteristiche tecniche, per le dimensioni e per la localizzazione comporta evidenti effetti in termini di impatto sulle risorse naturali, ambientali e paesaggistiche, nonché sull’economia della pesca e del turismo». (cr.ch.)
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