Parrucchieri ed estetisti trecento test prima di riaprire

8 Maggio 2020

Il Comune pronto ad acquistare kit rapidi per scoprire eventuali professionisti contagiati L’assessore Di Biase: «Così tuteliamo le persone che tornano al lavoro e anche i clienti»

CHIETI . Test sierologici per parrucchieri, estetisti e fisioterapisti. È il progetto a cui sta lavorando l’assessore Carla Di Biase per accompagnare la ripartenza di quelle categorie che lavorano a contatto più ravvicinato con il pubblico. Sono circa 300 i professionisti di questo tipo in città. Per loro potrebbero arrivare i cosiddetti tamponi veloci, così chiamati perché l’esame viene svolto in pochi minuti. I test sierologici cercano nel sangue gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario dopo essere entrato in contatto con il virus ed essersi attivato per difendere l’organismo dal suo attacco. A differenza dei tamponi, che sono in grado di individuare la presenza del virus già dai primi giorni di infezione, i test sierologici possono scoprirne la presenza solo più in là, dopo che si sono formati gli anticorpi contro il Covid-19. I test sierologici si fanno con un semplice prelievo di una piccola quantità di sangue dal polpastrello di una mano, da analizzare per scoprire la presenza degli anticorpi. Ci sono diversi tipi di test sierologici. Se ne stanno diffondendo alcuni molto rapidi e a questi che sta pensando l’assessore Di Biase, che ha commissionato agli uffici competenti una prima indagine di mercato per analizzare la fattibilità dell’idea. Gli uffici hanno individuato la possibilità di acquistare kit per effettuare i test al costo di 12 euro ciascuno, da comprare a pacchetti da 100 euro. In questo caso si spenderebbero circa 3mila euro, che il Comune potrebbe prelevare dal fondo creato ad hoc per affrontare l’emergenza coronavirus.
Si dovrebbero superare, però, un’altra serie di problemi, visto che al momento sembra che solo i medici siano autorizzati a effettuare questo tipo di esame. «È un progetto che stiamo ancora mettendo a punto», dice l’assessore Di Biase, «ma che ci piacerebbe certamente portare avanti, perché ci sembra doveroso sostenere i lavoratori costretti a stare fermi per tanto tempo».
Il fondo dedicato dal Comune all’emergenza Covid-19 è stato alimentato da una raccolta di beneficenza partita lo scorso 1° aprile. In poco più di un mese è stata raggiunta la somma di circa 50mila euro. «La raccolta fondi è andata molto bene», conferma la Di Biase, «a questo proposito ringrazio coloro che hanno donato e soprattutto la Walter Tosto, che anche in questa occasione ha dimostrato grande sensibilità e grande vicinanza al territorio». La raccolta fondi è ancora aperta: chi volesse donare può farlo attraverso il conto corrente bancario attivato dal Comune alla Ubi il cui iban è IT 41 E 03111 15500 000000002166. La donazione dovrà contenere l’indicazione “Comune di Chieti-Emergenza Covid 19”.