Parte la grande fuga dall’Idv di Di Pietro

In otto lasciano il comitato regionale, il partito nato dopo Mani Pulite rischia di sparire in Abruzzo
CHIETI. L'Idv abruzzese, dopo la riunione del Comitato Regionale che si è svolta al Mu.Mi. di Francavilla, perde pezzi, in maniera piuttosto clamorosa perché a dimettersi dal partito sono personaggi legati alla storia del partito, come Danilo Montinaro, Susanna Loriga, Nicola Bevilacqua, Giancarlo Canale, Alessandra Vella e Antonio Zinni. Altri due membri del Regionale, Florenzo Coletti e Nuccio Campli sarebbero vicini a lasciare il partito, messo sotto accusa, proprio nella citata riunione, per non essere stato presente in nessuna delle manifestazioni che sono state fatte sul territorio e di non essere stato capace di assumere una posizione chiara sulla chiusura dei punti nascita, sul rapporto della Regione con le cliniche private, sui trasporti, sul Parco dei trabocchi, su Ombrina Mare e sui poli di attrazione che hanno portato - questa l'accusa- ad un declassamento di Sulmona, Vasto e parte di Lanciano.
Fatti che dimostrano, secondo i dimissionari, «l'assenza totale dell'Idv abruzzese sia a livello di organizzazione che di impegno politico programmatico. Brutta deriva per il partito fondato da Di Pietro che porta», dice Antonio Zinni, «la direzione regionale del partito ad affrontare una svolta, per non essere esposta al rischio di chiudere i battenti. Abbiamo fatto l'impossibile- sono sempre parole di Zinni- per arrivare a nominare un segretario regionale evitando divisioni e spaccature congressuali. Abbiamo superato ostacoli enormi per far digerire la proposta e farla approvare con voto plebiscitario, ma con l'intento di cambiare rispetto al passato. Non volevano un solo al comando. Quello che chiedevamo non solo non è avvenuto, ma le cose sono peggiorati.
A questo punto non volendo creare problemi siamo usciti degli organismi regionali dell'Idv». E' vero che nell'Idv siete portatori ancora dell'anima "dipietrista"? «Nel caso, eravamo, perché ora torniamo alle nostre campagne. Bene inteso: campagne di lotta e di indirizzo politico sul territorio. Proprio dove l'Idv in questi ultimi tempi è stato assente».
Gino Di Tizio

