Parto a Ortona, dito puntato sul medico

30 Agosto 2015

L’assessore alla sanità Paolucci chiede alla Asl di verificare se il ginecologo ha rispettato il codice di comportamento

CHIETI. «È falso che nel caso in questione non ci fossero posti letto in Ostetricia. C’erano sicuramente i 5 posti letto riservati a situazioni come quella riportata dal Centro. In questo caso è il medico a valutare se attivarli o meno». È il commento dell’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, sul caso della partoriente mandata da Chieti (nella foto il policlinico) a Ortona nel Punto nascite che da domani chiuderà e che ha risollevato le proteste degli ortonesi. «Per me», prosegue Paolucci, «è chiaro il tentativo di strumentalizzazione ai limiti del procurato allarme in un momento in cui di discute di riordino dei Punti nascita. Chiederò al direttore del dipartimento, Francesco Chiarelli, e alla direzione della Asl, di attivare le procedure sul rispetto al codice di comportamento adottato dal medico. Paradossalmente potremmo dire che l’eventuale riassorbimento dei 550 parti di Ortona, laddove tutti e 550 dovessero andare a Chieti, sarebbe sostenibile col numero di posti letto che sarà potenziato a Chieti dal 1° settembre».

«Capita che la Ginecologia di Chieti registri il tutto esaurito», spiega il direttore del Dipartimento Materno infantile della Asl, Francesco Chiarelli, «perché molto attrattiva e spesso affollata anche da pazienti di altre Asl. Basti pensare che a giugno, per esempio, la metà delle donne che hanno partorito al Santissima Annunziata proveniva da fuori Asl. In situazioni di affollamento e insufficienza di posti letto, se le condizioni generali di una donna incinta sono buone e in assenza di situazioni di criticità tali da richiedere l’attivazione di posti di emergenza, sempre disponibili, la paziente viene accolta in un altro dei nostri ospedali. In questa circostanza», prosegue Chiarelli, «il ginecologo di turno non ha ritenuto di dover attivare uno dei cinque posti letto d’emergenza disponibili e, autonomamente, ha scelto di trasferire la donna a Ortona perché era stata seguita dai medici di quell’ospedale. Non vedo lo scandalo, né per il fatto in sé, che attiene alla nostra organizzazione interna, né per la scelta di Ortona che ancora può accogliere parti per qualche giorno. Trovo fuori luogo e di cattivo gusto», sottolinea il professor Chiarelli «l’uso strumentale che si è fatto di questa vicenda, agganciandola all’imminente chiusura del Punto nascita dell’ospedale Bernabeo, che di certo non provocherà gravi problemi a Chieti. La nostra azienda», sottolinea Chiarelli, «si è data un’organizzazione a rete efficiente, in grado di dare risposte appropriate nel luogo giusto alle esigenze di salute delle donne. Proprio questo aspetto sarà oggetto di una conferenza stampa in programma domani alle 10.30 alla direzione generale della Asl a Chieti. Non ci sono buchi assistenziali nel sistema che abbiamo realizzato e disegnare scenari disastrosi, laddove non esistono, non giova di sicuro a nessuno, a partire dalle donne e dai bambini».

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