Partono i lavori di consolidamento nella riserva naturale

21 Febbraio 2024

VASTO . Consolidamento del costone a ridosso della scaletta che porta al mare, sistemazione dei canali di scolo e messa in sicurezza di un piccolo tratto sotto la spiaggetta di Punta Penna. Sono le...

VASTO . Consolidamento del costone a ridosso della scaletta che porta al mare, sistemazione dei canali di scolo e messa in sicurezza di un piccolo tratto sotto la spiaggetta di Punta Penna. Sono le aree oggetto di intervento per il contenimento del dissesto idrogeologico. I lavori, appaltati a luglio 2023 alla ditta Tenaglia di Casoli, sono iniziati ieri nella riserva naturale di Punta Aderci con un netto ritardo sulla tabella di marcia dovuto all’approvvigionamento del materiale e all’affidamento di sub appalti. L’importo complessivo degli interventi è di 213.719 euro a fronte di un finanziamento di 270mila euro assegnato dalla Regione a novembre 2020, a distanza di tre mesi dal grande incendio che interessò l’area protetta.
In quella occasione vennero preventivate opere ritenute di “somma urgenza”. L’assegnazione del finanziamento regionale è stata la prima risposta all’incendio che ha interessato l’area il 30 agosto 2020. Il rogo che si sviluppò a partire dalla sommità della falesia, propagandosi verso il mare fino all’area dunale, interessando anche opere e manufatti esistenti, mise in evidenza la presenza di diversi fenomeni erosivi e franosi. È quindi sorta la necessità di programmare, sulla base del verbale del sopralluogo redatto dal genio civile, una serie di interventi infrastrutturali a basso impatto ambientale, per ridurre il rischio idrogeologico del versante della falesia. Sono previste anche attività di riforestazione con arbusti e piante autoctone al fine di contenere l’erosione. Il rogo interessò circa il 10% della superficie della riserva, che nel tempo ha ripristinato la vegetazione andata distrutta nell’incendio.
«L’impresa ha iniziato i lavori lungo le scalette che dal vialone della zona industriale portano alla spiaggetta di Punta Penna», spiega la vice sindaca Licia Fioravante, «sono previste palificate di sostegno, staccionate e regimentazione delle acque». L’intervento non riguarderà, però, la voragine che taglia in due il vialone della zona industriale, oggetto di un contenzioso fra Arap e l’imprenditore Roccarlo Iacovitti. I danni provocati dall’incendio vennero quantificati all’epoca dalla Cogecstre – la cooperativa di Penne che ha in gestione l’area protetta – con l’ausilio di un drone.
Grazie alle immagini catturate dall’alto fu possibile valutare le dimensioni della superficie bruciata dal rogo, punto di partenza per le necessarie azioni di ripristino ambientale. A distanza di qualche giorno dall’incendio ci fu anche un sopralluogo tecnico-scientifico effettuato dai botanici Gianfranco Pirone e Caterina Artese, da cui emerse anche la necessità di rinaturalizzazione dell’area a monte della falesia.
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