Passa il bilancio dei tagli ma è lite in maggioranza

30 Maggio 2018

Di Primio contro De Lio, Rispoli e Costantini: «Rallentano l’azione di governo» L’opposizione accusa: «Illegittimo bloccare gli scuolabus, faremo ricorso al Tar»

CHIETI. Quindici voti a favore, compreso quello del sindaco, due contrari, tre astenuti e 12 assenti. Alle 2 meno dieci della notte tra lunedì e martedì è passato con questi voti il bilancio di previsione del Comune. Un bilancio lacrime e sangue approvato al termine di una seduta fiume in cui il sindaco Umberto Di Primio ha difeso appassionatamente il proprio operato in un’aula affollata dai cittadini in protesta contro i tagli e con l’opposizione già pronta a un ricorso al Tar. I 15 voti a favore sono stati quelli del sindaco e dei consiglieri di maggioranza Liberato Aceto, Maurizio Costa, Nicoletta Di Biase, Marco Di Paolo, Franco Di Pasquale, Marco D’Ingiullo, Stefania Donatelli, Elisabetta Fusilli, Graziano Marino, Maura Micomonaco, Nicola Rapposelli, Clara Ricciardi, Marco Russo e Donato Tacconelli. I no sono arrivati da Ottavio Argenio (M5S) e Bruno Di Paolo (Giustizia Sociale). Il resto della minoranza è uscita al momento del voto: risultavano assenti Manuela D’Arcangelo, Filippo Di Giovanni, Alessio Di Iorio, Luigi Febo, Diego Ferrara, Teresa Giammarino, Alessandro Marzoli, Enrico Raimondi e Renata Sablone. Insieme a loro erano assenti anche i consiglieri di maggioranza Mario Troiano (gruppo misto, che è ricoverato in ospedale), Roberto Melideo (ex Ndc), ed Emiliano Vitale (FI). Si sono infine astenuti Diego Costantini (Lega), Mario De Lio (Udc) e Stefano Rispoli (gruppo misto). Ma se per il bilancio occorrevano solo 14 voti per passare in seconda convocazione, per l’immediata eseguibilità di voti ne servivano 17: una soglia che la maggioranza non è riuscita a raggiungere. La non immediata eseguibilità significa solo che il bilancio avrà effetto tra due settimane e non subito. Per Di Primio, dunque, cambia poco. Ma il segnale politico è arrivato forte e chiaro. Tanto è vero che ieri il sindaco si è rivolto proprio a quei consiglieri di maggioranza che non hanno votato l’immediata eseguibilità, vale a dire Rispoli, De Lio e Costantini: «Ai consiglieri che si sono astenuti dal votare la immediata eseguibilità», ha detto il sindaco, «oltre a non iscrivere il loro nome sulla pagina più importante per il futuro della città, ricordo che con il loro atteggiamento hanno determinato un rallentamento delle azioni amministrative. I consiglieri che hanno espresso il proprio voto favorevole al bilancio potranno dire di aver condiviso con la giunta l’onere di realizzare una delle pagine più importanti della città grazie alle ingenti opere che verranno realizzate. I circa 40 milioni di euro di opere pubbliche del piano triennale consentiranno alla città di diventare realmente una tra le più attente alle politiche ambientali e tra le più moderne sotto il profilo del trasporto pubblico rilanciando l’accessibilità del centro storico con nuove infrastrutture».
Al contrario, per i consiglieri d’opposizione Febo, Zappalorto e Bruno Di Paolo, che ieri hanno tenuto una conferenza stampa, il bilancio è «inattendibile e illegittimo»: «Tra i profili di illegittimità», ha spiegato Febo, «c’è il fatto che non si può sopprimere il servizio di trasporto scolastico, garantito dalla legge regionale per il diritto allo studio. Ci sono anche problemi sulla tassa di soggiorno, inserita in bilancio senza la relativa delibera consiliare. E infine ci sono lacune a livello di dati e valutazioni economiche, specie nel caso della vendita della farmacia che serve a far quadrare il bilancio stesso. Inattendibile è anche la lista dei tagli al sociale stilata da Russo, che non corrisponde con quanto previsto dal bilancio della Chieti Solidale che, tra l’altro, non prevede né di vendere una farmacia né di gestire asili nido». «È evidente», ha aggiunto Di Paolo, «che il sindaco sia stato interessato solo a passare lo scoglio del bilancio per pensare dopo al suo futuro politico. Invito chi non ha votato il bilancio ad avere coraggio e lasciare definitivamente la maggioranza. Anche in vista del futuro». E guarda al futuro anche la Zappalorto che ha allargato l’appello «a tutti coloro che tengono a questa città: mettiamoci insieme, scriviamo 10 punti programmatici e solo dopo pensiamo al candidato sindaco».