Passaggio di testimoni alla Brigata Maiella

6 Dicembre 2023

Casoli. Progetto della scuola Algeri Marino con gli studenti. D’Amico: grati alla formazione partigiana

CASOLI. Non furono solo “maiellini”. Una novantina di giovani abruzzesi combatté nella resistenza piemontese, e probabilmente in altre regioni settentrionali, senza che abbiano mai avuto un riconoscimento dalla loro regione d'origine. Fra questi Sergio De Vitis di Lettopalena (dove però c'è una strada a lui dedicata), ufficiale all'Accademia di Modena, morto combattendo in Sangano, nel Torinese, e lì sepolto. Un altro è Eugenio Milano, figlio di Francesco, preside al Liceoginnasio di Lanciano. Ne ha parlato ieri mattina lo storico di Torino Gianni Oliva (omonimo del filologo e storico della letteratura della "d'Annunzio"), che nel teatro di Casoli ha dialogato con gli studenti dell'Algeri Marino coordinati dalla professoressa Maria Lucia Di Fiore. Oliva ha fatto una vera e propria lezione di antifascismo e democrazia, tratteggiando le caratteristiche essenziali delle dittature (propaganda a tutti i livelli scolastici, nessuna libertà di stampa e di parola, consenso popolare per soppressione di alternative), soffermandosi poi sulla caratteristica della Brigata Maiella e dando spazio agli interventi degli studenti.
Poiché i veri protagonisti della giornata, hanno detto a più riprese gli organizzatori dell'Associazione Brigata Majella, Anpi e sindacati, sono stati proprio loro, anche nel pomeriggio, leggendo brani riguardanti Ettore Troilo e Domenico Troilo, comandante e vice della formazione partigiana. Una giornata piena, rallentata da una insistente pioggia pomeridiana, la prima di una serie di incontri che avverranno nei mesi e anni a venire anche nelle Marche, in Emilia-Romagna e in Veneto, i luoghi dove i majellini hanno combattuto insieme ai polacchi. Fino allo scioglimento della brigata ad Asiago nel luglio del 1945. Le celebrazioni finiranno nel 2025, e l'anno successivo sarà l'anniversario della nascita della Repubblica e della stesura della Costituzione. Necessità di ricordare sempre, hanno detto ieri più volte autorità e semplici cittadini, studiare e approfondire, e magari dare un nome a quei novanta abruzzesi che si batterono in Piemonte contro gli oppressori.
Sulla ricorrenza è arrivato anche l’omaggio di Luciano D’Amico, candidato alla preidenza della Regione per il “Patto per l’Abruzzo”: «È importante oggi, da italiani e da abruzzesi, rendere omaggio alla Brigata Maiella in occasione dell’ottantesimo anniversario della sua nascita. Il contributo decisivo dato da questa formazione partigiana alla liberazione di tutto il nostro Paese ci riempie di orgoglio. I valori tramandati dall’azione della Brigata Maiella, il sacrificio, il coraggio, l’abnegazione, sono vivi oggi come allora. Ciò che siamo, lo siamo anche grazie a loro», ha concluso D’Amico.
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