Passata la paura dei roghi, adesso continua la bonifica

Domate le fiamme divampate tra Pizzoferrato e Quadri: bruciati oltre 200 ettari Di Pasquale: i residenti si sono mobilitati. Di Pietro: metà del bosco non c’è più
PIZZOFERRATO. L’incubo incendi è finito. Da ormai più di 24 ore il fuoco ha smesso di bruciare ettari di terreni e bosco tra Pizzoferrato e Quadri. Non c’è più alcun segnale di fiamme e i punti di fumo residui sono stati monitorati, di notte e di giorno, da vigili del fuoco e Protezione civile. Ancora ieri sul posto c’erano le squadre boschive di Lanciano e Chieti e i volontari a presidiare le aree bruciate, oltre 200 ettari andati in fumo in quattro giorni. «È stato un Ferragosto orribile, di quelli da dimenticare quanto prima», commenta il vice sindaco di Pizzoferrato, Francesco Di Pasquale, «di fronte a certe scene c’è poco da dire o commentare. Semplicemente ci tengo a ringraziare i ragazzi della Protezione civile, dell’esercito, del 9° Reggimento alpini Battaglione Vicenza, dei carabinieri e dei vigili del fuoco per l’impegno profuso in questi giorni. Soprattutto ci tengo a ringraziare i compaesani che con acqua, pale, pompe, secchi e quant’altro hanno tenuto a bada le fiamme in prima linea. Impagabili».
A Pizzoferrato l’incubo era iniziato venerdì 13 agosto, quando un 70enne del posto, che stava ripulendo il terreno dai residui vegetali, ha perso il controllo delle fiamme che si sono propagate su una superficie di due ettari. Nei giorni successivi il fuoco si è riacceso e si è esteso, avvicinandosi pericolosamente al centro abitato e alle attività commerciali, soprattutto nel giorno di Ferragosto. I carabinieri forestale hanno denunciato l’anziano per incendio colposo, ma tanti in paese hanno preso le sue difese. «È capitato a lui, poteva capitare a tanti altri», dice anche il vice sindaco, «l’importante è fare tesoro degli errori commessi». Nella giornata del 16 agosto, poi, le fiamme da Pizzoferrato si sono estese al territorio di Quadri, attraverso la strada interpoderale di collegamento, conosciuta come la scorciatoia e prontamente chiusa al passaggio di auto e pedoni, fino alla serata di martedì. «Sotto il profilo della pericolosità e dell’incolumità pubblica non c’è più nulla da temere», dice sollevato il sindaco di Quadri, Silvio Di Pietro, «non c’è più alcun segnale di fiamme, ma 2-3 punti di fumo che vengono tenuti sotto controllo. I Canadair se ne sono andati, squadre da terra stanno monitorando le zone bruciate per precauzione. La paura c’è stata e tanta, se il fuoco si fosse esteso avremmo dovuto evacuare diverse famiglie. La notte tra il 16 e il 17 abbiamo vissuto ore di apprensione con le fiamme che, senza l’azione dei mezzi aerei, facevano quel che volevano. La zona interessata dagli incendi è impervia e non facile da raggiungere da terra, tanto che abbiamo dovuto creare delle stradine con gli escavatori per permettere ai soccorsi di passare».
Nessun danno a persone o abitazioni, ma il bosco comunale è andato bruciato per metà. «C’è una macchia enorme nera di bruciato, fa paura solo a vederla», continua Di Pietro, «una zona ricca di tartufi, dove venivano in tanti, anche da fuori paese, a raccoglierli. Da questo punto di vista il danno è ormai irrecuperabile».

