Passo avanti Pilkington con i nuovi tettucci auto

8 Marzo 2015

Produzione al via a San Salvo dopo la chiusura dello stabilimento svedese Ora sarà decisivo conquistare gli ordinativi per lasciarsi la crisi alle spalle

SAN SALVO. La tranquillità in casa Pilkington potrebbe arrivare dalla nuova produzione di tettucci per autovetture. Il colosso giapponese fa un altro passo importante dopo la conquista della progettazione. Pilkington, che ha portato la progettualità del settore auto a Piana Sant’Angelo, si gioca anche la carta dei tettucci richiesti da tutte le case automobilistiche.

Progettazione e nuove produzioni sono due passaggi che è auspicabile portino vantaggi all’azienda e rimettano in moto anche la macchina dell’indotto. In conseguenza della chiusura dello stabilimento svedese del gruppo, il pacchetto dei tettucci è passato all’Italia. Sarà decisivo, ora, poter conquistare nuovi ordinativi.

Con la produzione dei tettucci Pilkington ha individuato un nuovo segmento sul quale puntare per tenere testa alla crisi che non da tregua. I lavoratori di Piana Sant’Angelo si sono trovati di fronte a una nuova tecnologia e un nuovo prodotto, ma si sono rimboccati le maniche. Il 2015 sarà ancora un anno di contratti di solidarietà. Il provvedimento che riguarda 1.450 dipendenti terminerà a fine estate. Rispetto ad un anno fa la situazione è meno critica. I segnali di ripresa ci sono ma sono flebili.

Il mercato dell’auto, purtroppo non accenna a riprendendersi e la flessibilità continua quindi ad essere un imperativo. La produzione dei tettucci dovrebbe essere un grande aiuto.

All’interno della fabbrica nessuno, però, almeno per il momento vuole sbilanciarsi. Almeno per un altro anno è difficile prevedere risultati clamorosi. Pilkington è comunque uno dei punti di forza dell’area industriale del Vastese. Come anticipato qualche mese fa questo sarà un anno di cambiamenti. Nella fabbrica abruzzese non ci sarà più la produzione del parabrezza della Opel Astra. In compenso entro fine anno saranno realizzati 5 nuovi parabrezza per altrettanti nuovi modelli di vetture. La strada per tornare ai livelli produttivi di 5 anni fa è lunga ma qualcosa comincia a muoversi. Gli economisti assicurano che il periodo peggiore è passato. Entro un biennio il colosso vetrario dovrebbe superare completamente la fase critica che ha gestito senza intaccare i livelli occupazionali grazie ai contratti di solidarietà. Le performance lavorative sono giudicate molto buone dai clienti. Non a caso l’industria del colosso Nippon Sheet Glass è diventata sinonimo di prodotto sicuro.

I prossimi mesi saranno molto importanti: una sorta di termometro che permetterà di valutare i risultati delle nuove produzioni. (p.c.)

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