«Patto di stabilità da rimodulare»

1 Ottobre 2015

Incontro pubblico del sindaco Radica: i Comuni messi in ginocchio

TOLLO. Progettare e lavorare per il bene del paese o fermarsi di fronte a regole che impongono dei numeri precisi? È il dubbio amletico in questi giorni del sindaco di Tollo, Angelo Radica, e insieme a lui probabilmente di tanti altri amministratori comunali che devono fare i conti con il Patto di stabilità interno. Un po’ come l'essere o non essere della tragedia shakespeariana, è un dilemma che il primo cittadino tollese arriva a porre all'attenzione pubblica poichè, come egli stesso sottolinea, «è un tema che toglie il sonno ai sindaci ed ai responsabili di ragioneria dei Comuni italiani». «Il Patto di stabilità, definito "stupido" qualche anno fa dal presidente Prodi», commenta Radica, «incentiva a non fare niente, a non investire nei nostri paesi. Ci impone di avere un saldo positivo tra entrate e uscite di 250mila euro. Ciò porta all’impossibilità di avviare alcuni cantieri, che non possono essere aperti in quanto non è possibile pagare i primi stati di avanzamento». Così si arreca danno al Comune che «non può portare avanti il suo programma elettorale nei tempi voluti. Per di più c'è la beffa che blocca i pagamenti alle imprese che hanno lavorato e debbono essere retribuite in tempi ragionevoli, oltre che la privazione dal circuito finanziario di risorse che potrebbero alimentare il lavoro e quindi i consumi» aggiunge il sindaco di Tollo. Cosa fare allora? Radica chiede, anche attraverso l'organizzazione di rappresentanza costituita dall'Anci, che ci sia un immediato allentamento dei vincoli del Patto sin dal 2015. (a.s.)