Pd-polo civico, chiesto l’incontro: adesso si tratta per le provinciali

Il segretario Marongiu convoca un vertice con Iacobitti e De Cesare: «Dobbiamo rinsaldare i rapporti» E la consigliera Di Roberto in lizza attacca: «Candidatura imposta, potevano fare un passo indietro»
CHIETI. Dopo le polemiche a Palazzo di città si cerca un punto d’incontro, forse anche in virtù dell’ultimo annuncio del sindaco Diego Ferrara che ha invitato gli animi della maggioranza a placarsi. O forse perché serve essere più forti davanti alle imminenti elezioni provinciali (si vota il 21) e, soprattutto, per le prossime in cui si prospetta una partita ben più aperta e pesante, cioè le regionali di marzo. È il segretario provinciale del Pd Leo Marongiu a convocare un incontro con il polo civico, che fa capo al vicesindaco Paolo De Cesare, e che ha tutte le intenzioni di essere «chiarificatorio», sottolinea Marongiu, «vogliamo rinsaldare i rapporti politici».
L’INCONTRO La data dell’incontro non è ancora ufficiale ma verosimilmente sarà tra oggi e venerdì: saranno il vicesindaco e il segretario cittadino del Pd Enrico Iacobitti a fissare il giorno esatto. Le intenzioni sono evidenti. «Vogliamo chiarire», dice il segretario Marongiu, «le posizioni tra noi e polo civico perché questa è una questione che ci sta a cuore». Lo scopo è quindi preciso: «Vogliamo rinsaldare i rapporti», continua Marongiu, «serve una comprensione reciproca per portare avanti gli obiettivi comuni. La priorità per tutti è mettere in sicurezza Chieti e, in tal senso, ci sta che ognuno voglia esprimere un protagonismo sia in Provincia che in Regione. Il tutto è legittimo ma lo deve essere in un quadro, però, di comprensione reciproca».
LA POLEMICAGli animi tra le due formazioni politiche sono stati piuttosto accesi in questi giorni: al centro ci sono le elezioni provinciali e gli accordi che, secondo le intenzioni del polo civico, dovevano blindare i voti per la consigliera Silvia Di Pasquale. Ad aver alterato i piani è la presenza in lista di altri due rappresentanti della maggioranza guidata dal sindaco Ferrara: i consiglieri Barbara Di Roberto (Azione) e Andrea Rondinini (Pd). È proprio quest’ultimo la scelta su cui il Pd ha puntato per il posto del dimissionario Filippo Di Giovanni. Gli accordi sull’orientamento dei voti alle urne non è un mistero perché «anche l’ultima volta (le scorse elezioni provinciali ci sono state a dicembre 2021, ndr)», sottolinea Marongiu, «abbiamo fatto un accordo largo perché andammo dal Movimento 5 Stelle a Italia Viva per sostenere il presidente Francesco Menna». Nella lista di centrosinistra per il rinnovo dei dodici consiglieri provinciali c’è anche il partito di Calenda che esprime amministratori a Lanciano, Chieti e altri centri minori. «Io sono ugualmente contento di aver dato ospitalità dentro la lista del presidente Menna anche ad Azione con la consigliera Di Roberto al quale riconosco un grande impegno in città», aggiunge il segretario provinciale, «il Pd è un elemento di stabilità che si fa portavoce e protagonista dei rapporti per tutelare la cosa principale: il Comune di Chieti e l’azione del sindaco Ferrara».
«PASSO INDIETRO DEL PD»Toni ben più aspri vengono dalla consigliera Di Roberto. «Con la presidenza a guida Pd già nelle mani di Menna», dice, «un passo indietro del Pd Chieti, o del suo candidato, sarebbe stata un’azione non solo intelligente ma un segno di maturità politica che alla luce dei fatti si può dire totalmente mancante. Hanno imposto la candidatura di Rondinini che, per quanto mi riguarda, non è spontanea visto che con me. e credo neanche con i civici, abbia mai interagito. Era prevedibile la candidatura di Di Pasquale poiché alle scorse provinciali è stata la prima dei non eletti con la seconda lista in appoggio a Menna. Con una lista unica si poteva candidare un unico consigliere per tutta la maggioranza Ferrara: che oggi si sia in tre per la città di Chieti lo hanno determinato loro con le proprie azioni autoreferenziali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

