Pecora in premio al Giro d’Italia Gli animalisti vanno in procura

18 Maggio 2022

L’Aidaa presenta un esposto dopo l’iniziativa organizzata in paese per l’arrivo dei corridori abruzzesi Il Comune replica: «L’amministrazione non c’entra nulla, ma in palio c’era solo una cena di arrosticini» 

FILETTO. La pecora messa in palio come premio al traguardo volante di Filetto, nella tappa Isernia-Blockhaus del Giro d’Italia, ha fatto indignare l’associazione italiana Difesa Animali e Ambiente. Il gruppo animalista Aidaa ha infatti deciso di presentare un esposto alla procura di Chieti per maltrattamento di animali. Ma il Comune di Filetto ha subito preso le distanze da ogni accusa e il sindaco Rocco Di Nanno ha precisato: «Noi non c’entriamo nulla, il Comune non organizza queste cose. È stata un’iniziativa goliardica proposta dalle associazioni locali che hanno curato gli eventi per il passaggio del Giro in paese. E comunque in palio non c’era una pecora viva, ma solo una cena a base di arrosticini». La proposta di un “gran premio della pecora” a Filetto aveva fatto il giro del web. Tra le tante iniziative organizzate in paese per il passaggio del Giro, domenica scorsa, c’era anche un premio particolare riservato ai corridori abruzzesi, Giulio Ciccone e Dario Cataldo: il primo tra i due che fosse arrivato al traguardo volante di Filetto avrebbe vinto la sfida. «Ma nessuno ha mai avuto intenzione di regalare un animale vivo a un ciclista», ha precisato il sindaco Di Nanno. «Si è trattato sin dall'inizio semplicemente di un’iniziativa goliardica. Un modo per offrire una cena a base di arrosticini (uno dei prodotti simboli dell’Abruzzo) a uno dei corridori abruzzesi». Cataldo e Ciccone avevano anche accettato la sfida e dato vita ad un breve testa a testa a Filetto per aggiudicarsi il premio e accendere l’entusiasmo dei tifosi. La cosa, però, non è andata giù all’associazione degli animalisti. Secondo l'Aidaa, infatti, il gesto del sindaco «non solo è di cattivo gusto», hanno fatto sapere in una nota, «ma anche in aperta violazione della sentenza del Consiglio di Stato che vieta di proporre animali come premi di gare, lotterie e fiere». Basandosi su questa sentenza, gli animalisti di Aidaa si sono rivolti direttamente alla procura di Chieti per chiedere indagini: «Sulla decisione dell'amministrazione comunale e di tutti gli organizzatori della tappa del Giro d'Italia di porre un animale come premio di un traguardo volante e se lo stesso animale, al momento della decisione di metterlo come premio, era ancora vivo, di perseguirli per il reato di maltrattamento di animali. Chiediamo anche di verificare se il vincitore del traguardo volante Cataldo Dario ed eventuali altri corridori coinvolti in questa vicenda non abbiamo commesso lo stesso reato». Un attacco esplicito che il sindaco Di Nanno non ha digerito: «Le associazioni locali hanno addobbato il paese e organizzato tutto per l’arrivo del Giro d’Italia. Hanno anche premiato il balcone addobbato meglio e comprato palloncini e magliette rosa. Ma con la storia degli arrosticini l’amministrazione comunale non c’entra. Ci siamo prodigati così tanto per far riuscire bene la manifestazione. Non è stato esposto né regalato alcun animale vivo ed è una follia che gli organizzatori del Giro debbano andare in procura per questa cosa». Ma ora qualcuno potrebbe chiedersi se la proposta di una cena di arrosticini a Filetto con Cataldo, vincitore della sfida con Ciccone, resti comunque valida: «Non lo conosco e non ho avuto a che fare con lui per questa storia», conclude Di Nanno, «ma se vuole può sentire le associazioni e organizzare una cena, non è un problema».