Pedofilia, l’imprenditore resta in carcere

5 Agosto 2024

Il 52enne italo-brasiliano è accusato di abusi sessuali sulla figlia della compagna. Lui si dice innocente

CHIETI. Resta rinchiuso nel carcere di Chieti l’imprenditore italo-brasiliano di 52 anni catturato in un albergo di San Giovanni Teatino con l’accusa di pedofilia. La Corte d’appello dell’Aquila ha convalidato il mandato d’arresto internazionale spiccato a seguito del provvedimento firmato dall’autorità giudiziaria sudamericana. L’uomo deve rispondere di violenza sessuale nei confronti della figlia minorenne della compagna, ora ex. Adesso dovranno essere avviate le procedure per l’estradizione.
Gli abusi, sempre in base alle contestazioni che l’indagato respinge con forza, sarebbero stati compiuti in Brasile fino al 2023. Gli investigatori del Servizio centrale operativo (Sco) di Roma e della squadra mobile di Chieti lo hanno bloccato e portato negli uffici della questura teatina mercoledì sera. L’ipotesi è che il cinquantaduenne – di cui non pubblichiamo il nome per tutelare l’identità della vittima – si sia allontanato dal Brasile per sfuggire alle manette. Le ricerche avviate dall’Interpol si sono concentrate fin da subito sull’Italia, il Paese di origine dei nonni, nel quale il presunto pedofilo ha peraltro fissato la propria residenza (a Roma). Quando gli investigatori hanno fatto irruzione nell’hotel, non lontano dal casello dell’A14, l’uomo stava cenando a bordo piscina.
Sono in corso accertamenti anche sulla consistente somma di denaro di cui è stato trovato in possesso nel corso della perquisizione contestuale all’arresto. (g.let.)
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