«Pedoni investiti: la sosta selvaggia aumenta il rischio»

Automobilista multato dopo l’incidente, ma una sentenza annulla la sanzione: il caos parcheggi ha ostacolato la visuale
CHIETI. Stava guidando la sua Citroen Saxo rossa in viale Croce, all’altezza del Gran caffè D’Urbano, quando si è trovato quasi di fronte una ragazza di 20 anni e con il suo fratellino. L’investimento sulla strada più trafficata di Chieti, a distanza di 6 metri dalle strisce pedonali, risale al 13 gennaio scorso. A distanza di 6 mesi da quell’incidente, una sentenza del giudice di pace dà ragione all’automobilista, censura il comportamento dei pedoni e obbliga la polizia municipale ad annullare la multa fatta al conducente. È una sentenza con due punti chiave quella emessa dal giudice Raffaele Fiocca: il primo ricorda che i pedoni non possono attraversare la strada liberamente ma devono usare le strisce pedonali soprattutto se sono nelle immediate vicinanze e il secondo è che a favorire l’investimento della ragazza e del fratellino sono state anche le auto parcheggiate «in modo caotico» e «disordinato».
A Chieti sono sempre di più i pedoni vittime di incidenti, anche mortali. L’ultimo caso riporta a lunedì scorso quando la maestra d’asilo in pensione Maria Luisa Cornacchia, 70 anni, è stata investita in piazza Garibaldi dall’auto guidata da una studentessa universitaria di 24 anni e spinta contro il muro della caserma Spinucci. Sull’investimento, con la dinamica ancora non chiara, è aperta un’indagine della polizia locale: alla studentessa è contestato il reato dell’omicidio stradale.
Tornando al contenzioso tra il conducente e il Comune, la sentenza ricorda che la responsabilità degli investimenti non ricade soltanto sugli automobilisti ma anche sui pedoni che attraversano «al di fuori delle strisce». Dopo l’investimento, al conducente della Saxo è stata contestata la violazione dell’articolo 141 del Codice della strada e cioè non essere riuscito a fermare il veicolo «entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile»: una multa da 43 euro. Ma quella sera, sulla strada di Chieti, il parcheggio selvaggio ha avuto un peso decisivo, dice il giudice. «Da una testimonianza», dice la sentenza, «è emerso che sulle strisce pedonali c’era una macchina parcheggiata». E lo stesso testimone ha fotografato quella macchina in sosta vietata. «Il testimone, poi», continua la sentenza, «ha riconosciuto una planimetria raffigurante diversi veicoli parcheggiati in modo caotico davanti al bar. La sosta disordinata davanti al bar ha potuto ostacolare e/o confondere la visuale del conducente. Per di più, i fatti si sono svolti di notte». Il giudice parla così degli accertamenti della polizia locale: «La ricostruzione della vicenda da parte della polizia municipale è lacunosa giacché non ha raccolto le sommarie informazioni da parte degli infortunati, magari nei giorni successivi. Né sono state sentiti i presenti. Da ciò consegue che la censura al conducente di non essere stato in grado di arrestare il veicolo di fronte a un ostacolo prevedibile è apodittica».

