Pensionamenti e bandi deserti: mancano 57 medici di famiglia

3 Dicembre 2022

Tra posti vacanti e licenziamenti volontari c’è una voragine di personale per l’assistenza di base La Asl: «Non riusciamo a sostituire chi va via». Nei piccoli paesi tanti anziani ancora senza dottore 

LANCIANO. È allarme nel frentano per la carenza di medici di famiglia. Tra pensionamenti, licenziamenti volontari e bandi andati deserti sono 20 i medici mancanti tra Lanciano-Ortona e il Sangro Aventino, a cui aggiungerne altri 13 nel Vastese e 15 tra Guardiagrele e Francavilla. L’allarme lo lanciano i sindaci, in particolare dell’entroterra, che chiedono aiuto anche se per ora gli appelli sono caduti nel vuoto. La graduatoria di novembre dei medici di famiglia, pronti a firmare la convezione con la Asl, conta infatti 57 posti vacanti tra Chieti e provincia. E questo significa migliaia di persone senza, o in cerca, di assistenza.
Le carenze a LANCIANO
Come accade per i medici di pronto soccorso, anche quelli di famiglia sono sempre più rari tanto che i pensionamenti non sono sostituiti. Ci sono professionisti che addirittura si licenziano e, al bando per assegnare posti nelle 57 zone carenti di assistenza primaria nel chietino, un solo medico ha accettato l’incarico: Luca Giallonardo, a Lanciano. Nel lancianese sono 10 i medici di famiglia mancanti: 3 in città - e ogni medico ha una media di 1.200 assistiti -, due sono posti vacanti da mesi, uno è un pensionamento recente. Due medici mancano a San Vito, 2 a Castel Frentano, 1 rispettivamente a Mozzagrogna, Rocca San Giovanni e Frisa.
Il SANGRO AVENTINO
Per il distretto Sangro Aventino è il sindaco di Palena, Claudio D’Emilio, a lanciare l’allarme, lui che ha appena salutato il dottor Fabio De Vitis, storico medico di famiglia andato in pensione. «L’incarico del dottor De Vitis era stato già messo a bando dalla Regione ad aprile», spiega D’Emilio, «ma non sono giunte risposte. E non è purtroppo una novità. Nella graduatoria dei medici per l’assistenza primaria nella provincia di Chieti ci sono 57 aree vacanti, e lo sono da mesi. Senza il dottor De Vitis ora ci sono 1.300 persone da ricollocare. E nel nostro territorio non è facile. Qui la sanità è sempre di più un lusso. L’ambulanza del 118 di Lama che era medicalizzata h24 ora è senza medico. E, se aggiungiamo che mancano pure i medici di famiglia, ecco che oltre al danno subiamo la beffa. Per i nostri anziani non è facile spostarsi anche solo per fare una ricetta. E sono sempre di più le persone costrette a rivolgersi a specialisti o recarsi in ospedale, dove i pronto soccorso sono in sofferenza». La carenza nel Sangro Aventino riguarda anche una città come Atessa: qui sono 3 i medici mancanti.
ASL E MEDICI
«La situazione è delicata», dice Angelo Muraglia, direttore sanitario Asl, «vediamo pensionamenti non sostituiti, medici che preferiscono intraprendere altre strade». Uno dei problemi principali, sollevati dai medici, è di dover aprire gli studi nei vari paesi. Ad esempio c’è l’obbligo per chi accetta la sede di Lettopalena di aprirvi uno studio che è a carico del medico. «Ma ci sono anche altre soluzioni da provare», riprende Muraglia, «ad esempio delle collaborazioni tra medici e sindaci o con la Provincia per mettere a disposizione dei locali in cui il medico presta servizio alcuni giorni a settimana. Bisogna creare una rete». «Paghiamo lo scotto di una cattiva programmazione e la scarsità di fondi della Regione», lamentano alcuni medici. «Siamo diventati dei burocrati, sfiduciati e in burn-out. Bisogna eliminare la burocrazia, avere sostituti per malattie e ferie. Il nostro lavoro non si riduce alle ore di ambulatorio, ci sono telefonate continue, visite a domicilio e centinaia di mail, sms e whatsapp a cui rispondere. Molti di noi stanno lasciando la professione e non c’è ricambio perché il medico di base non è più appetibile come posto».