Pensionato ucciso in casa continua la caccia ai killer

19 Dicembre 2019

Monteodorisio. Il procuratore di Vasto, Di Florio: «Il fascicolo non è archiviato» Gli investigatori attendono a giorni l’esito di ulteriori importanti riscontri

MONTEODORISIO. Le indagini sulla morte di Antonio Lizzi, 69 anni, non sono affatto chiuse. A confermarlo è lo stesso procuratore capo della Procura del tribunale di Vasto, Giampiero Di Florio. Il magistrato non vuole parlare della vicenda, ma smentendo quanti sono convinti che la vicenda sia stata archiviata afferma che il fascicolo è ancora aperto. Gli investigatori stanno aspettando importanti riscontri.
L’omicidio avvenne il 2 febbraio 2018. Lo scorso mese di marzo sono state eseguite delle comparazioni su impronte digitali e Dna e a seguire altri confronti. Le impronte rilevate dai Ris nella casa dell’omicidio, in contrada Marracola, alle porte di Monteodorisio, restano tracce di persone sconosciute. Le comparazioni potrebbero riguardare le tracce trovate sul corpo della vittima, che venne anche riesumato.
I rilievi nell’abitazione di Lizzi in cui avvenne l'omicidio sono terminati e infatti come già scritto dal Centro qualche settimana fa, l’immobile è in vendita. «Le indagini», ha tuttavia detto il procuratore, «non sono state ancora archiviate». La dichiarazione riaccende la speranza di quanti auspicano che i responsabili di quella morte vengano identificati.
Lizzi venne massacrato da più persone. L’assassino aveva dei complici. Alcuni elementi individuati nove mesi fa e raffrontati anche con le tumefazioni riscontrate sul corpo di Lizzi hanno indirizzato gli investigatori verso un nuovo filone di indagine. Il pensionato, ex dipendente Siv, trovò la gang nella sua casa al ritorno dal supermercato. Lasciò il suo furgone appena fuori casa a corse verso l’ingresso. Per questo fu massacrato di botte.
L’autopsia eseguita dal medico legale Pietro Falco ha rivelato l’azione di più persone. La violenza è stata gratuita e brutale: balordi senza scrupoli arrivati da chissà dove, sorpresi da Lizzi al suo rientro a casa. È considerata probabile anche la presenza di un basista. Gente pronta a tutto e che ha fatto molta attenzione a non lasciare tracce. Nessuna delle impronte trovate nella casa e sul corpo del pensionato sono state comunque utili a identificare i responsabili. Gli investigatori stanno facendo il possibile per evitare che l’omicidio resti impunito. Purtroppo gli investigatori non hanno potuto disporre di testimoni.
I carabinieri hanno seguito un percorso che comprende lo studio delle caratteristiche della vittima e l’analisi della scena del crimine con particolare attenzione allo studio della vittima. Per scoprire se si è trattato di un omicidio premeditato, è stata analizzata per mesi la scena del crimine attraverso diversi sopralluoghi.
Pare siano state eseguite anche tecniche di riproduzione fotografica mediante supporti analogici o digitali, per documentare ogni particolare della scena del crimine.
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