«Pentito? Sì, ma fui lasciato solo»

2 Dicembre 2023

Bernardone: «Non l’avevo mai toccata, la cattiva sanità ha portato a quel gesto»

LANCIANO . «Pentito? Certo che lo sono e so solo io quello che ho nel cuore». Così Angelo Bernardone, 76 anni, all’uscita dall’aula della Corte d’assise di Lanciano dove ha appena ascoltato la sentenza con cui i giudici lo hanno condannato a 14 anni di reclusione, con la concessione delle attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti, interdizione perpetua dai pubblici uffici e risarcimento simbolico di 100mila euro, ai figli che sarà devoluto alle associazioni che si occupano della donne vittime di violenza, per aver ucciso sua moglie Maria Rita Conese gettandola dal ponte sull’Osento, a Casalbordino nel pomeriggio di Santo Stefano del 2021.
«La cattiva sanità mi ha portato a fare quel gesto», afferma Bernardone, «mia moglie è stata riconosciuta due volte invalida al 100%, non gli hanno dato né l’accompagnamento né a mio figlio la 104. Le persone così arrivano alla esasperazione e fanno errori. Con mia moglie ho vissuto 50 anni e non l’ho mai toccata, l’ho sempre rispettata. Abbiamo quattro figli, un nipote a cui ho regalato la mia macchina, i miei beni li amministra mio figlio: ho sempre fatto quello che ho potuto e poi accadono cose che non devono succedere».
Il riferimento ai soldi l’uomo lo fa perché nel processo è emerso che per problemi economici sua moglie non è stata portata in una struttura sanitaria. «Adesso vivo in due camere di casa, sono solo», riprende il 76enne che per ora non andrà in carcere, resta in Molise col divieto di entrare in Provincia di Chieti e dell’espatrio. «Ho ritrovato i miei amici con cui ho lavorato 40 anni ma so solo io quello che ho nel cuore», dice toccandosi il petto, «sono pentito, sono contro la violenza».
Violenza che Bernardone ha detto essere stata indotta da un demone, quando ha reso dichiarazioni spontanee a processo raccontando il momento dell’omicidio: «Vedevo tutto nero. Non so cosa mi è preso. Non so dove ho preso la forza che ho pure un problema alla spalla, ma ho preso mia moglie e l’ho buttata. Qualche diavolo mi ha detto di fare quel gesto. Ero come posseduto. Poi mi sono affacciato e ho visto lo scoglio e lei che non si muoveva Sono tornato a casa ha detto i miei figli. «Andate a prendere vostra madre, io vado in caserma». (t.d.r.)
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