«Per il San Camillo c’è la fase del rilancio»

Flocco, responsabile del presidio: qui una delle più importanti strutture ospedaliere di tipo misto
ATESSA. Dopo l’inaugurazione di venerdì della nuova risonanza magnetica articolare nel San Camillo, Enrico Flocco, responsabile dell’Uosd Pta (Unità operativa semplice dipartimentale-Presidio territoriale di assistenza) da agosto 2022, traccia un primo bilancio. «Grazie anche al personale del presidio, posso considerarmi più che soddisfatto di come si va rilanciando il nostro presidio», sostiene Flocco, specialista di anestesia e rianimazione. «La nuova gastroenterologia, punto di riferimento dell’intero territorio, in sei mesi di attività ha effettuato più di 1.700 esami endoscopici, numeri destinati ad aumentare considerando che da aprile a settembre sono state effettuate solo due sedute endoscopiche settimanali. La radiologia è in crescita avendo effettuato in questo anno 1.726 esami ecografici, 8.820 radiografie e, grazie alla nuova Tac di ultima generazione, circa 3.098 esami con e senza mezzo di contrasto, per un totale di circa 14.094 esami, incluso mammografie per screening. Tali numeri sono possibili grazie anche agli anestesisti. Il pronto soccorso nei nuovi locali lavora H24 e la fisioriabilitazione ha un’occupazione dei posti letto costante del 100%. Da ottobre abbiamo il nuovo servizio di neuropsichiatria infantile che con una equipe di neuropsichiatri, psicologi, assistenti sociali, infermieri, sarà fondamentale per risolvere le patologie che interessano un numero sempre maggiore di bambini e adolescenti». Lo scorso 12 dicembre è stata riattivata la sala operatoria con interventi di chirurgia ambulatoriale complessa, supportata dal ripristinato ambulatorio chirurgico. «La Regione», continua Flocco, «ha previsto per il nostro ospedale circa 3.410.000 euro di finanziamenti e sono stati effettuati già interventi per circa 1.518.000 euro grazie agli importanti contributi economici degli imprenditori locali. Le somme finanziate serviranno per strutturare tutti gli ambienti da dedicare a ospedale di comunità, casa della comunità e nuova dialisi. Siamo in attesa della decisione del ministero sul riconoscimento dell'ospedale di Area disagiata. Mi auguro», conclude il responsabile del Pta, «che anche questa proposta si concretizzi per realizzare una delle più importanti strutture ospedaliere di tipo misto».
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