Per lo scontro sui fondi europei scattano le denunce incrociate

L’architetto Scognamiglio attacca: «Progetto presentato, Comune e vice sindaco mi hanno diffamata» De Cesare risponde: «Dalla Commissione Ue assicurano che non è vero niente, ecco tutte le carte»
CHIETI. L’europrogettista che aveva annunciato l’arrivo di 6 milioni di euro dall’Europa per un grande progetto culturale in città dice di voler querelare il Comune. Dopo quattro mesi di silenzio, Imma Scognamiglio esce allo scoperto e avvia la battaglia legale. A gennaio scorso il Comune, e in particolare il vicesindaco Paolo De Cesare, l’aveva accusata di essersi inventata tutto, perché i 6 milioni annunciati non erano mai arrivati.
SEI MILIONI La vicenda parte con la campagna elettorale dell’ex candidato sindaco Fabrizio Di Stefano (Lega) che annuncia di aver vinto un bando europeo per un progetto di carattere culturale. Il progetto riguardava anche la riqualificazione di due palazzi, l’ex Eden e palazzo Massangioli, da trasformare in centri di alta formazione culturale a servizio del teatro Marrucino. Dopo la vittoria elettorale del sindaco Diego Ferrara, a gennaio scorso il vicesindaco De Cesare tiene una conferenza stampa per denunciare il fatto che i soldi non sono mai arrivati. E c’è di più, secondo lui il progetto non è mai stato presentato e Scognamiglio ha addirittura falsificato un documento della Commissione europea per sostenere il contrario. Il vicesindaco porta testimonianze scritte su tutto quanto ha asserito e annuncia anche il ricorso in procura, ma pare che la denuncia non sia mai stata formalizzata.
LA RISPOSTA Anche l’europrogettista dice di avere in mano le prove del fatto che quantomeno ha presentato il progetto. Annuncia perciò di voler querelare per diffamazione il Comune, il vicesindaco e «tutti coloro che con dichiarazioni pubbliche» si sono esposti contro di lei. Quanto ai documenti, dice di aver depositato nelle mani del suo avvocato «la copia del documento “Complaint on failed submission” datata 12/12/2019 che attesta l'errore su piattaforma al momento dell'invio elettronico della proposta "Chieti Open Heritage" e successiva accettazione il 15/12/2019 dell'invio della proposta in modalità non elettronica; la lettera di notifica dei servizi della Commissione Europea, datata 15/12/2019, con cui viene comunicato l'avvio del procedimento di valutazione del progetto; lo scambio di notifiche formali tra la sottoscritta, in quanto Contatto principale del Coordinatore, e i servizi della Commissione avvenuto tra il 22/05/2020 e il 12/04/2021». Scognamiglio spiega i quattro mesi di silenzio, dicendo che solo lo scorso 30 aprile è riuscita ad avere l’ok dell’Europa all’utilizzo dei documenti. Poi spiega la decisione di passare alle vie legali: «Lo ritengo giusto e doveroso oltre che per tutelare la mia persona anche per difendere la mia professionalità di EU Project manager che sicuramente è stata lesa dagli articoli apparsi sulla stampa, dalle dichiarazioni rilasciate alle televisioni, dai post scritti sui social media pubblicati dalla pagina ufficiale del Comune di Chieti, dal vicesindaco nella propria pagina personale, e da tutti coloro che hanno contribuito a diffondere queste diffamazioni nei miei confronti».
LA CONTROREPLICA Il vicesindaco replica restando sulla propria posizione: «La notizia della mancata partecipazione del progetto del Comune di Chieti Open Heritage al bando indetto dall’Uia, segretariato distaccato della Commissione europea, arriva direttamente dal funzionario che ha seguito il bando, il dottor Raffaele Barbato. Alla mia richiesta di informazioni sulla vicenda dei mancati finanziamenti, mi ha spiegato in una mail che Chieti non ha mai partecipato, che dopo la registrazione il progetto non è stato caricato in piattaforma, che non esiste alcuna stella di eccellenza, contrariamente a quanto dichiarato dalla progettista incaricata dalla precedente amministrazione, perché il progetto non è stato nemmeno mai nemmeno oggetto di valutazione».

