«Perché lasciate gli asili aperti?»
Atessa. Covid, lettera alla Regione delle insegnanti del Ciampoli-Spaventa
ATESSA. Chiedono spiegazioni sulla riapertura delle scuole al presidente della Regione, Marco Marsilio, le insegnanti della scuola dell'infanzia dell'istituto omnicomprensivo Ciampoli-Spaventa e, in una lettera, vogliono sapere perché da oggi, mentre per tutte le scuole abruzzesi, dalle elementari alle superiori, è prevista la didattica a distanza, per la scuola dell'infanzia ciò non è possibile e, quindi, i bambini fino a sei anni devono andare in classe.
«Vista la chiusura di tutte le scuole del territorio regionale per agevolare la campagna vaccinale del personale scolastico, le chiediamo», scrivono le insegnanti al governatore, «quali siano state le motivazioni per le quali la scuola dell’infanzia non sia stata inserita nell’ordinanza di chiusura facendo essa parte integrante del sistema scolastico. Siamo certi che lei sappia benissimo come il nostro ordine di scuola sia una bomba ad orologeria per quanto riguarda i contagi, in quanto i nostri piccoli alunni non hanno nessun dispositivo di sicurezza da indossare, né tantomeno vige la regola del distanziamento interpersonale. Gli alunni del nostro ordine di scuola sono forse alunni di serie B?».
Le docenti del Ciampoli-Spaventa prima sottolineano che anche per l’infanzia è prevista la didattica a distanza e, quindi, ricordano che «anche noi abbiamo aderito alla campagna vaccinale appena iniziata e pretendiamo rispetto sia come cittadini sia come lavoratori altamente a rischio di contagio per la nuova variante che, a quanto pare, è molto più infettiva».
La lettera termina con un invito rivolto a Marsilio: «Venga, presidente, a farci visita per rendersi conto di persona che noi esistiamo, che la scuola dell’infanzia c’è e sta resistendo grazie alla professionalità dei docenti che non meritano di essere continuamente ignorata. Le ricordiamo inoltre che il vaccino, nelle prossime settimane, terrà a letto per qualche giorno moltissimi insegnanti e la scuola non saprà come tamponare questa situazione, sarebbe quindi auspicabile rettificare l’ordinanza inserendo anche la chiusura delle scuole dell’infanzia».
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