Perizia su Daita Oggi la procura dà l’incarico al medico legale

9 Aprile 2015

CHIETI. Si chiama tecnicamente “atto ripetibile”, nel senso che le condizioni di Simone Daita, in coma dalla notte del 28 febbraio, possono cambiare nel tempo e l’accertamento sarà ripetuto. Ma dall’i...

CHIETI. Si chiama tecnicamente “atto ripetibile”, nel senso che le condizioni di Simone Daita, in coma dalla notte del 28 febbraio, possono cambiare nel tempo e l’accertamento sarà ripetuto. Ma dall’incarico che questa mattina sarà conferito al medico legale Cristian D’Ovidio dipende l’inchiesta sul pestaggio in centro storico che ha ridotto ad uno stato vegetale il giornalista teatino di 51 anni ricoverato in Rianimazione all’ospedale di Pescara. La consulenza medica che dovrà accertare il numero di pugni sferrati e di persone coinvolte, per stabilire le reali responsabilità dell’unico indagato, Emanuele D’Onofrio, 23 anni di Chieti, sarà affidata dal pm Giuseppe Falasca all’esperto dell’Università D’Annunzio. E’ di sessanta giorni, prorogabili, il tempo messo a disposizione del professor D’Ovidio. Per ora, il giovane teatino che ha confessato alla polizia di aver colpito una sola volta, e per legittima difesa, il giornalista Daita, è indagato a piede libero per lesioni personali insanabili, reato che prevede fino a 12 anni di reclusione. Ma la vittima, stando alle cartelle cliniche, risulta essere stata colpita almeno da due pugni se non da tre.(l.c.)