Perseguita l’ex, deve starle a 200 metri

Il giudice punisce un teatino di 60 anni che tartassa con gli sms di minacce e ingiurie la donna e il suo nuovo fidanzato
CHIETI. Non potrà stare a meno di 200 metri di distanza dalla sua ex compagna e non potrà frequentare i luoghi da lei frequentati. L’ordinanza che dispone il divieto di avvicinamento è stata notificata in questi giorni a G. M., 60 anni, originario di Pescara ma residente a Chieti Scalo. Il provvedimento porta la firma del giudice Luca De Ninis, richiesto dalla sostituto procuratore Marika Ponziani, la magistrato che sta indagando per il reato di atti persecutori.
L’ordinanza cautelare si è resa necessaria perché, secondo la procura, a carico dell’indagato ci sono diversi indizi di colpevolezza e il suo comportamento potrebbe ripetersi.
La storia che sta dietro questa inchiesta è quella classica. Lui abbandonato, dopo circa due anni di convivenza, lei che non vuole sapere di tornare sui suoi passi e lui, accecato dall’orgoglio, che non si dà per vinto e fa di tutto per tornare e rivivere quella storia d’amore ormai finita. Ma G.M., secondo gli investigatori, (i poliziotti della seconda sezione della Mobile, che tratta dei reati contro la persona), lo avrebbe fatto nel peggiore dei modi: con continui messaggi sul cellulare dai contenuti ingiuriosi e minacciosi. Questo sarebbe successo dal mese di marzo alla fine di maggio scorsi.
Ma a entrare nella cerchia di persone da tartassare di telefonate e sms oltre che la sua ex sono rientrati anche l’attuale compagno della ex fidanzata, anche lui oggetto di sms, in particolare uno dal contenuto intimidatorio nel quale l’indagato avrebbe minacciato l’uomo di ferirlo con un’arma da fuoco.
Analoghe minacce sono state rivolte nei confronti delle due sorelle della ex e nei confronti dei fidanzati di queste. Il comportamento, a detta dalla procura, ma è ancora tutto da dimostrare, avrebbe provocato uno stato d’ansia perdurante nelle presunte parti offese tanto da produrre in loro un considerevole stato d’ansia tale da fare temere per la incolumità propria e dei propri familiari.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

