Perseguita la fidanzata del suo ex: «Lui continua a fare sesso con me»

Una 51enne sottoposta al divieto di avvicinamento: biglietti offensivi lasciati anche sull’auto Ma lei nega tutto e si difende durante l’interrogatorio: «Ecco i messaggi che mi scagionano»
CHIETI. Dopo la fine di una storia d’amore andata avanti per due anni, ha iniziato a perseguitare la nuova fidanzata del suo ex compagno tempestandola di messaggi. Alle ingiurie e alle minacce di morte alternava sms nei quali alludeva a incontri con l’uomo, lasciando intendere che continuassero a fare sesso. Ma adesso la presunta stalker, una donna di 51 anni di origini napoletane, dovrà rimanere ad almeno 300 metri di distanza da entrambi: il giudice del tribunale di Chieti Luca De Ninis, su richiesta del sostituto procuratore Marika Ponziani, ha firmato l’ordinanza che dispone il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle vittime. Ad occuparsi delle indagini sono stati i carabinieri della stazione di Ortona.
In base alla ricostruzione dell’accusa, l’uomo ha deciso di interrompere la relazione con la 51enne a causa del carattere prepotente e aggressivo dell’indagata. Quest’ultima, stando alla denuncia presentata dalla 53enne, non è riuscita ad accettare la fine della storia e ha cominciato a manifestare una gelosia ossessiva nei confronti dell’attuale compagna del suo ex fidanzato.
Più nel dettaglio, ha iniziato a tampinare la vittima con messaggi e note vocali contenenti ingiurie, minacce di morte e allusioni a propri incontri con l’ex. Il suo obiettivo, dice l’accusa, era quello di insinuare il dubbio nella rivale in amore che l’uomo continuasse ad avere rapporti sessuali con lei. Non contenta, la 51enne ha lasciato frequentemente biglietti dello stesso tenore sul parabrezza dell’auto della vittima. Poi, essendo a conoscenza degli orari di lavoro e dei movimenti quotidiani della 53enne, si è appostata in più occasioni davanti all’abitazione dell’ex per controllare se fosse in casa, a volte suonando continuamente al citofono e, in due circostanze, introducendosi nell’appartamento: la prima volta con la copia delle chiavi di cui era rimasta in possesso, la seconda intrufolandosi prima che il padrone di casa riuscisse a richiudere il portoncino.
Il giudice ritiene che le accuse contenute nella denuncia siano attendibili perché confermate da una serie di messaggi, presentati dalla vittima, oltre che dalla relazione di una investigatrice privata.
Ieri mattina, l’indagata – assistita dall’avvocato Antonio Luciani – è stata interrogata in tribunale e ha negato gli addebiti: secondo la difesa, i messaggi prodotti in aula testimoniano come a contattarla sia stato più volte l’ex fidanzato. Il legale ha chiesto la revoca della misura: la decisione del giudice è attesa nelle prossime ore.
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