Perseguita ragazza su Facebook Scatta la condanna per un 42enne

29 Aprile 2021

Pena di un anno e 8 mesi per un lancianese accusato di stalking, estorsione e sostituzione di persona Rubava le foto dal profilo della giovane e creava nuove pagine per mandare inviti e messaggi erotici

LANCIANO. Crea falsi profili Facebook a nome di una ragazza di cui si era invaghito ma, non ricambiato, inizia a minacciarla e perseguitarla. Sotto le foto della donna ha postato falsi messaggi erotici e le ha estorto anche una ricarica telefonica. Con le accuse di sostituzione di persona, stalking ed estorsione è stato condannato con rito abbreviato dal giudice Giovanni Nappi a un anno e 8 mesi di reclusione, pena sospesa, V.D.S., 42 anni di Lanciano. A rappresentare l’uomo l’avvocato Paolo Sisti.
Sono in aumento anche in città i cosiddetti “digital crimes”, ossia quei reati commessi all’interno o per mezzo dei social network come Facebook, Instagram, Twitter. Social che permettono di usare nomi, foto, nascondersi dietro identità fasulle anche per scopi non leciti. L’ultimo caso ha come protagonista un 42enne di Lanciano che ha creato nel 2016 tre falsi profili facebook a nome di F.S. una 38enne di Catania di cui si era invaghito, sui quali postava foto della donna, prese dal suo vero profilo Facebook, (così operando un trattamento illecito di dati personali), a cui legava frasi erotiche, proposte oscene e indecenti. Poi ha creato altri profili Facebook che usava per chattare con la donna dando sfogo alle sue pulsioni più basse e represse. Un vero leone da tastiera che, chiuso nella sua stanza, dava sfogo ai suoi istinti. Respinto dalla 38enne ha iniziato a inviarle messaggi intimidatori: «Ora tocca a te»; «tanto morirai»; «prima o poi ti ammazzo»; «ti faccio a pezzi»; «ti disintegro» e altri messaggi del genere evidenziati in aula dal sostituto procuratore Francesco Carusi che aveva chiesto la condanna a due anni di reclusione.
Tra minacce, persecuzioni, foto rubate la donna ha iniziato a temere per la propria incolumità. Poi, il 5 agosto 2016 arriva anche l’estorsione. L’uomo le impone di comprare una ricarica telefonica e di inviargli il codice via Facebook. Ottiene la ricarica ma la donna si rivolge alle forze dell’ordine: ha paura. Dai profili e dalla ricarica rintracciano l’uomo e scatta la denuncia. Ora il processo, con rito abbreviato, e la condanna. E non è il primo caso approdato in tribunale. Pochi mesi fa la Procura ha chiesto e ottenuto il processo per un altro lancianese, A.N., 49 anni, che aveva usato l’immagine di un noto dj frentano e nickname fasulli per creare due falsi profili sui siti di incontri Tinder e Badoo per conoscere delle ragazze, chattare. A scoprire i falsi profili lo stesso dj grazie a segnalazioni di amici ma dopo due anni che erano utilizzati. Insomma bisogna fare attenzione a quello che si posta perché spesso sono spaccati di vita che possono essere usati da altre persone per scopi non leciti. Le forze dell’ordine raccomandano sempre di limitare la diffusione di informazioni e immagini che riguardano la persona, la casa e la famiglia soprattutto i minori, di accettare le amicizie di persone che si conoscono. Certo, ci sono le impostazioni a tutela della privacy ma spesso vengono violate e magari lo si scopre dopo mesi, se non anni. (t.d.r.)