Pestaggio per lo specchietto Condannati due fratelli

LANCIANO . Lo pestarono in due per uno specchietto retrovisore dell’auto rotto: uno lo teneva fermo e l’altro lo colpiva a ripetizione. Finiti a processo con l’accusa di lesioni, i due sono stati...
LANCIANO . Lo pestarono in due per uno specchietto retrovisore dell’auto rotto: uno lo teneva fermo e l’altro lo colpiva a ripetizione. Finiti a processo con l’accusa di lesioni, i due sono stati condannati dal giudice del tribunale di Lanciano Vincenzo Chielli (foto). Si tratta dei fratelli Refael e Alfons Bushi, albanesi residenti a San Vito Chietino che presero a calci, pugni e ginocchiate allo stomaco e allo sterno e mandarono in ospedale Daniele Carbone, sanvitese 28enne che, secondo loro, era stato responsabile del danno allo specchietto. Refael, 29 anni, è stato condannato alla pena di 6 mesi di reclusione, mentre Alfons, 38 anni, a 4 mesi di reclusione e risarcimento danni da quantificare in separata sede.
Carbone, vittima del pestaggio ma finito a processo con l’accusa di lesioni verso Refael, è stato invece assolto con formula piena, perché il fatto non sussiste.
I fatti risalgono all’aprile 2017. Pare che, in una delle stradine comunali, i fratelli albanesi a bordo della propria auto si toccarono con quella guidata da Carbone che proveniva dal senso di marcia opposto. Si ruppe lo specchietto dell’auto degli albanesi. Refeal allora cominciò a chiedere insistentemente a Carbone di riparare il danno con minacce del tipo: «Stai attento, se non mi dai i soldi ti spacco la faccia». Due giorni dopo ci fu anche una sorta di regolamento di conti: i tre si incontrarono in modo non amichevole. Secondo l’accusa, Carbone fu bloccato da Alfons per le braccia mentre il fratello Refael lo avrebbe colpito con calci, pugni, ginocchiate allo stomaco e allo sterno procurandogli lesioni polmonari e in testa: «Trauma toracico chiuso con falda di pneumotorace apicale sinistro, enfisema mediastinico, contusioni polmonari a destra. Trauma cranio encefalico chiuso, escoriazioni multiple», queste le lesioni accertate dai medici e giudicate guaribili in 30 giorni. Carbone invece avrebbe colpito Refael con un tirapugni fratturandogli la mascella (prognosi di 5 giorni). Il giudice ha riconosciuto i due albensi colpevoli e ha assolto Carbone, rappresentato dall’avvocato Sandro Mammarella. Dopo le motivazioni i fratelli potranno fare ricorso in appello. (t.d.r.)

