Pezzi di statue romane sotto piazza San Giustino

5 Novembre 2020

Durante i lavori di riqualificazione spuntano i tesori della Chieti sotterranea Le associazioni: «È un’occasione unica per riportare alla luce la nostra storia»

CHIETI. Un pezzo di una statua che potrebbe essere di epoca romana. E poi pezzi di colonne e suppellettili, anche queste a prima vista di età romana, e altri frammenti di epoche sepolte dal tempo, come un’antica fossa granaria, probabilmente risalente all’alto Medioevo, che a prima vista sembra un pozzo. Piazza San Giustino restituisce i suoi tesori coperti da pochi metri di terra. Gli scavi del cantiere per la ristrutturazione della piazza di giorno in giorno riportano alla luce pezzi di storia della città. Tutto ovviamente è al vaglio della Sovrintendenza che dopo adeguati studi stabilirà di cosa si tratta. La supervisione è affidata all’ispettore della Sovrintendenza Rosanna Tuteri. Il cantiere, l’ultima opera pubblica a cui ha dato il via la passata amministrazione, è partito lo scorso 7 settembre. I lavori di ristrutturazione della piazza, dell’importo di 1.572.945 euro, vengono eseguiti dalla ditta Costruzioni Giulisa. La prima parte degli interventi interesserà la parte della piazza compresa tra i portici del tribunale e la scalinata della cattedrale. Il primo passo prevede la rimozione della pavimentazione, operazione che ha subito svelato i resti del mondo sepolto sotto la piazza. Secondo alcune fonti storiche, ci potrebbe persino essere un’antica domus romana. E ora in molti vedono nel cantiere per ridare a Chieti una nuova piazza anche la possibilità di riappropriarsi di un pezzo del suo passato, un passato che è in grado di dare grande lustro alla città. Sono soprattutto alcune associazioni culturali cittadine a muoversi, suggerendo l’opportunità di scavare un po’ più a fondo di quello che servirebbe, per svelare un altro pezzo della Chieti sotterranea. «Ora o mai più», dice Stefano Marchionno, presidente dell’associazione Noi del Vico, «questa è l’unica occasione che abbiamo per vedere cosa c’è sotto la piazza. Si è parlato per tanto tempo del mosaico romano che si troverebbe sotto la superficie. Se non approfittiamo di questi scavi non potremmo farlo mai più. In fondo, di tempo per realizzare l’opera ce n’è a sufficienza, il termine è marzo 2022, e ci sono anche i ribassi d’asta da poter utilizzare».