Pezzulo, il Selecchy moderno che regala emozioni a Chieti

I personaggi della teatinità. Peppino, maestro del Miserere vive per una missione: insegnare la bellezza della musica
CHIETI. Giuseppe Pezzulo, anzi Peppino, o meglio ancora Popov, rispolverando il soprannome con cui veniva chiamato negli anni giovanili, quando era attivissimo boy scout, (per indicarne l'inventiva e la genialità ed accostarlo così al mitico scienziato russo Aleksandr Stepanovic Popov), è il protagonista della vetrina che settimanalmente allestisco per raccontare i personaggi che rappresentano la città e le portano onore. E' il momento giusto per rendergli omaggio in questa rubrica: infatti, ancora una volta, ha guidato i musicisti che insieme ai cantori hanno eseguito il Miserere di Selecchy, segnando il momento più toccante dell’antichissima processione del Venerdì Santo che si svolge a Chieti.
Il Miserere, eseguito da musicisti e cantori che si tramandano da padre in figlio l'onore di partecipare all'evento, rappresenta per i teatini qualcosa che segna appartenenza alla città, alla sua tradizione, alla sua anima. Ed è stato proprio il riferimento allo struggente canto di Selecchy ed al ruolo che Peppino Pezzulo ha nell'evento, che ha imposto la scelta di dedicare a lui questo spazio nel giorno di Pasqua. Oltre alla sua attiva e preziosa presenza nel mesto corteo della processione, va ricordato che Giuseppe Pezzulo, nel suo ruolo di Maestro di Cappella dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti che organizza la processione, è colui che ha ricostruito e revisionato lo struggente canto di Saverio Selecchy.
Maestro di Cappella della Chiesa Metropolitana di Chieti era anche Selecchy, quando aveva solo 25 anni ed è anche per questo che viene scontato l'accostamento, tutt'altro che irriverente, tra i due musicisti teatini. Tornando al Miserere, c 'è chi rientra a Chieti per poterlo riascoltare. E ogni volta si crea un’atmosfera magistralmente descritta da Raffaele Fraticelli nella sua splendida poesia sul Venerdì santo: «…Ma mo se sente appene li Canture- che ccàntene lu belle Miserere: ognune a' stu mumente, lapperlà, lu core 'mbette sente a ttuzzelà». Un’emozione unica che solo l'evento della processione sa dare. Un evento che Peppino ha saputo sempre interpretare mettendo in campo tutto se stesso. Esaltando nell'occasione la sua grande preparazione in campo musicale. Pezzulo, dopo il diploma di perito elettrotecnico, ha scelto di seguire la sua grande passione per la musica e si è diplomato in viola, Musica corale e Direzione di coro. E' stato Prima viola con i Solisti Aquilani dal 1989 al 2004. Insegna Teoria al Conservatorio Luisa D'Annunzio di Pescara. Oltre che musicista di grande sensibilità e talento, è anche compositore, con all'attivo partiture corali e strumentali. Per l'Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti ha realizzato alcune composizioni per la Settimana Santa, "O bone Jesu" e "La tua Croce". Mentre per i festeggiamenti del santo patrono della città ha musicato il testo dell’arcivescovo Bruno Forte dal titolo "Preghiera a San Giustino". Un suo lavoro, il "Cantico dei Cantici", per quartetto d'archi e voce bianca, nel dicembre del 2007, è stato eseguito dall'Ensamble vocale strumentale della Junior orchestra di Santa Cecilia nel Parco della Musica di Roma. Nella sua città ha fondato e diretto diversi cori, "Orazione Vecchi", " I Cantori di Chieti", la "Corale della Cintura", portando in scena pezzi classici, religiosi, folcloristici e canti di montagna sempre con pieno successo.
Ma aldilà dei numerosi riconoscimenti professionali, va detto infine che Peppino Pezzulo è stato ed è sempre in prima linea quando si tratta di diffondere la cultura musicale tra le giovani generazioni o di organizzare eventi. Ha sempre risposto positivamente ad iniziative sociali e di solidarietà, come i concerti dell'Avis ed i tanti eventi con le scuole, rinunciando a qualsiasi compenso. Solo per amore della musica e della sua Chieti.

