Piano commercio in aula Il voto tra accuse e veleni
Chieti, oggi consiglio decisivo. Forza Italia si schiera contro Fdi: cercano un patto con l’opposizione per aggirarci. Si discute anche sui conti in rosso dell’ente
CHIETI. Torna il consiglio comunale a Chieti e torna sotto il segno delle liti nel centrodestra. Oggi a partire dalle 9, il sindaco Umberto Di Primio e i consiglieri si riuniscono per discutere di due punti decisivi: il bilancio consolidato del Comune per il 2018, sul quale pende come una spada di Damocle l’ultima pronuncia della Corte dei conti che parla di «gravi irregolarità» nelle finanze dell’ente, e il piano commercio di una città tappezzata di vetrine vuote con la maggioranza spaccata.
Proprio sui conti in rosso, la seduta di venerdì scorso si è sciolta per mancanza del numero legale: un fuggi fuggi di fronte alle accuse della Corte dei conti contenute in una relazione lunga 26 pagine. Dopo aver letto il documento nel fine settimana, ora i politici teatini sono chiamati a schierarsi: sì o no alla manovra del Comune.
Da votare anche il piano di programmazione commerciale cittadino per il triennio 2019-2021 ma non è affatto scontato che la maggioranza abbia i numeri per andare fino in fondo: un piano sponsorizzato dall’assessore di Fratelli d’Italia Carla Di Biase ma contestato dal gruppo di Forza Italia che ha già minacciato di non votare o di votare contro il provvedimento. Per avere i voti necessari, allora, Di Biase ha avviato un dialogo con l’opposizione mentre il capogruppo Nicola Rapposelli ha lanciato un appello all’unità. Un appello che Forza Italia potrebbe raccogliere solo in cambio di un sì del consiglio alle sue proposte. «Forse, Rapposelli era distratto all’ultima seduta di consiglio», interviene il consigliere Emiliano Vitale, «in quanto il gruppo di Forza Italia ha presentato degli emendamenti aggiuntivi e migliorativi che non modificano minimamente l’impianto della delibera ma che si rendono necessari per dare nuovi input al commercio e che toccano anche altri aspetti economici. Un solo emendamento potrebbe definirsi abrogativo e che riguarda il cosiddetto “patto di non belligeranza” con la grande distribuzione. Poi, che Rapposelli fosse distratto si evince anche dal fatto che il piano allegato alla delibera portata in aula era differente rispetto a quello che, insistentemente, abbiamo richiesto ai capigruppo e all’assessore delegato, quindi, con il decadimento degli emendamenti collegati. Il voto in commissione, forse dimentica Rapposelli, non è vincolante ed é in ogni caso un apprezzamento per il lavoro svolto dal professionista». Il piano commercio è stato stilato dall’architetto Vincenzo Perinelli. «Rapposelli, infine», così conclude Vitale, «ignora che il suo assessore ha insistentemente cercato un appoggio dai banchi dell’opposizione per fare approvare il piano commercio senza gli emendamenti proposti da Forza Italia».

