Piano per il San Camillo: ora resta il Pronto soccorso

27 Luglio 2021

ATESSA. Approvazione nuova rete ospedaliera, buone notizie per Atessa: il San Camillo sarà ospedale di area disagiata. Rimangono confermati il pronto soccorso h24 con possibilità di ricovero e con, a...

ATESSA. Approvazione nuova rete ospedaliera, buone notizie per Atessa: il San Camillo sarà ospedale di area disagiata. Rimangono confermati il pronto soccorso h24 con possibilità di ricovero e con, a disposizione, una unità operativa semplice del laboratorio analisi, è prevista l’unità operativa complessa di riabilitazione cui si aggiunge una unità operativa semplice di riabilitazione cardio-polmonare post-Covid con 42 posti letto con valenza regionale, sono confermati i reparti di medicina generale con 20 posti letto, reparto, guidato da Antonio Ferrante e da diversi collaboratori, che hanno svolto un servizio importante durante il periodo Covid.
«Sono previsti 87 posti letto ordinari e 12 posti letto diurni, rispetto ai 28 previsti nella sbandierata proposta di riorganizzazione nel 2018 dalla giunta D’Alfonso e accolta dal sindaco Borrelli con la celebre frase “è fatta”», afferma Enzo Pellegrini, consigliere comunale e coordinatore cittadino della Lega.
Dopo i lavori fatti, sarà di nuovo operativa l’unità operativa semplice di endoscopia digestiva con l’aggiunta di 4 posti letto diurni che consentiranno di fare anche piccola chirurgia insieme ad una unità operativa semplice di chirurgia multidisciplinare day surgery con ulteriori 6 posti letto diurni. «Il lavoro svolto dall’assessore Nicoletta Verì con la collaborazione dell’assessore Nicola Campitelli per garantire il vero rilancio del San Camillo», sostiene Pellegrini, «è prevedere una unità operativa dipartimentale di anestesiamedicina peri-operatoria week/day surgery che permetterà di far funzionare le tre sale operatorie presenti. Durante la pandemia, l’ospedale e la dirigenza della Asl hanno dato il massimo per garantire assistenza e programmare il futuro, senza dare retta alla propaganda di un gruppo di scalmanati appoggiati, purtroppo, dall’amministrazione comunale. È stato fatto il primo passo, ora bisogna acquisire il parere del ministero e l’approvazione da parte del consiglio regionale per avere la piena operatività del piano».