Piazza per i “patrioti” della Brigata Maiella Montelapiano, cerimonia in onore degli eroi che hanno donato la vita alla liberazione dal nazifascismo

MONTELAPIANO. Da oggi il più piccolo comune della Regione avrà una piazza intitolata ai “patrioti” della Brigata Maiella. L’inaugurazione è programmata alle 19. Dopo una breve esibizione del coro...
MONTELAPIANO. Da oggi il più piccolo comune della Regione avrà una piazza intitolata ai “patrioti” della Brigata Maiella. L’inaugurazione è programmata alle 19. Dopo una breve esibizione del coro degli alpini di Montenerodomo è prevista l’introduzione di Maria Grazia Marchetti, presidente del centro letterario “M. Marchetti” e i saluti del sindaco Arturo Scopino.
Dopo lo scoprimento della targa ci sarà la benedizione della piazza da parte di padre Jean Marie Akili Mali Kalere Crm. In scaletta interventi di Antonio Innaurato, presidente del gruppo patrioti della Maiella”; Luigi Borrelli, presidente provinciale dell’associazione Partigiani d’Italia; Costanza Cavaliere, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Croce di Quadri; lettura di poesie da parte del “mini” sindaco Maria Luigia Ciampaglia e dei ragazzi degli istituti scolastici del comprensorio. «Intestiamo una piazza (la prima dopo 60 anni) in onore dei “patrioti” della Brigata Maiella, per lo più giovani di questo comprensorio che hanno donato le loro vite per liberarci dalla tirannia nazifascista che ha compiuto eccidi anche nel nostro paese».
Era il 16 novembre 1943 quando sei montelapianesi furono trucidati, a Villa Santa Maria, in prossimità del ponte Turcano, dai nazisti: Ermete Scopino, sergente maggiore, 29 anni; Cristofaro Marchetti, soldato, 31 anni; Giustino Piccoli, 21 anni, soldato; Pietro Piccoli, 33 anni, soldato; Sabatino Fantini, 59 anni, padre di famiglia; Carlo Scopino, 57 anni, padre di famiglia. Erano in un fienile rintanati perché i tedeschi perlustravano il territorio, furono scoperti, a uno di loro fu trovata una pistola: il pretesto per ucciderli. Furono anche atti come questi che crearono ulteriore disperazione e rabbia nella popolazione, che iniziò a raggrupparsi in bande partigiane come la Brigata Maiella.
Matteo Del Nobile
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