Piazza Plebiscito, rimossi sedici parcheggi

Il monumento ai Caduti torna alla città dopo il restauro, nell’area sette fioriere al posto delle auto
LANCIANO . «Dopo 96 anni sono stati cancellati i danni procurati dal tempo e dall’esposizione all’aperto e una delle icone più amate viene riconsegnata come dono alla cittadinanza. Al monumento ai Caduti è stata tra l’altro restituita tutta la sua dignità liberandolo dalla macchine nello spazio antistante. Così è oggi e così rimarrà». Con queste parole il sindaco Filippo Paolini presenta alla città lo spazio rivoluzionato di piazza Plebiscito, dove i 16 posteggi della sosta a pagamento sono stati soppressi per risaltare il restaurato monumento che celebra le vittime delle due Guerre e i Martiri ottobrini.
«Un progetto iniziato con la precedente amministrazione, che ringrazio», aggiunge Paolini, «finalmente quest’anno si è portata a termine questa operazione di maquillage strutturale e di visione, così che cittadini e forestieri possano tornare a godere della bellezza ristorata di piazza Plebiscito e dell’alto significato di questo monumento». Sparite le strisce blu della sosta, l’area è stata delimitata da 7 fioriere Giove, recuperate da corso Trento e Trieste (erano in numero maggiore rispetto a quanto previsto dalla normativa sulla sicurezza), al di là delle quali resta consentito il transito delle auto. In piazza resteranno solo posti auto per disabili e, all’inizio di via Dei Frentani, uno per la polizia municipale. Le strisce blu soppresse saranno recuperate togliendo la sosta a tempo all’inizio del Corso, così da favorire il ricambio delle auto. L’intervento di restauro, finanziato per 60mila euro dalla Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio dei ministri, è stato seguito dalla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Chieti e Pescara. Per la riconsegna del monumento alla città, l’amministrazione comunale ha organizzato una cerimonia con picchetto d’onore dell’Arma dei carabinieri, comandato dal tenente Giuseppe Nestola, e del 183° Reggimento paracadutisti “Nembo” di Pistoia che, come spiegato dal generale Leonardo Prizzi, nel maggio-giugno 1944 era dislocato a Lanciano da dove partì la marcia per la Liberazione dell’Italia. Onori musicali affidati alla Fanfara dei bersaglieri di Casoli, giunta in piazza a passo di corsa.
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