Picchia il compagno e i due figli: condannata a un anno e mezzo

Nei guai una 39enne brasiliana: ha ferito il convivente con un morso e a colpi di grattugia al volto E il giudice infligge sei mesi a uno stalker: «In piena notte suonava il campanello di casa della ex»
CHIETI. Le botte e gli insulti, i morsi e i colpi al volto con una grattugia di ferro. Un incubo domestico certificato da referti medici, testimonianze e, da ieri sera, anche da una sentenza del tribunale di Chieti. Una donna di 39 anni, originaria del Brasile, è stata condannata dal giudice Maurizio Sacco a un anno e mezzo di reclusione (pena sospesa) per i maltrattamenti in famiglia e le lesioni personali nei confronti del compagno (ora ex) e dei figli minori nati dalla loro unione e da una precedente relazione di lei. Il pm d’aula Roberta Capanna aveva chiesto l’assoluzione per il reato di maltrattamenti e la pena di un anno per quello di lesioni. I due bimbi di 9 e 4 anni, secondo il capo d’imputazione, sono stati picchiati dalla madre per «motivi futili e banali, anche con l’utilizzo di oggetti in legno e ferro», e hanno riportato escoriazioni e lividi. Le aggressioni, sempre in base alle accuse, avvenivano anche alla presenza della terza figlia, di appena un anno. «Io sono abituata a questi sistemi di correzione, è la mia cultura», avrebbe affermato la 39enne davanti a un’assistente sociale. La donna è accusata pure di essersi scagliata contro l’allora convivente. Era solita offenderlo con frasi del tipo: «Pezzo di m..., sei un uomo senza p...». Ma dalle parole è poi passata ai fatti. In un’occasione, lo avrebbe morso a un labbro, provocandogli ferite giudicate guaribili in venti giorni (per questo episodio è intervenuta la prescrizione). In un’altra circostanza, invece, lo ha colpito con una grattugia di ferro al volto: quella volta i giorni di prognosi sono stati 15. L’uomo aggredito, l’altro ex convivente e i tre figli – assistiti dall’avvocato Flavia Di Marzio – si sono costituiti parte civile. L’imputata, rappresentata dall’avvocato Maria Grazia Baldacci, ha sempre respinto le accuse. Secondo la difesa, la 39enne è una mamma amorevole e quegli episodi di violenza non sono mai avvenuti. Scontato il ricorso in appello.
L’ALTRA SENTENZA
Nel corso di un altro processo, invece, un 30enne di Pescara è stato condannato a sei mesi di reclusione per atti persecutori nei confronti della ex. Il giudice Sacco ha riconosciuto all’imputato il vizio parziale di mente e disposto la misura di sicurezza della liberà vigilata. Lo stalker si è presentato più volte sotto casa della ragazza in piena notte, suonando il campanello. Non solo: le ha inviato numerosi messaggi chiedendole un incontro, sebbene invitato dalla giovane a non importunarla più. La vittima, assistita dall’avvocato Vittorio Supino, dovrà anche essere risarcita dall’imputato.

