Picchia in strada l’ex della fidanzata poi minaccia i carabinieri: arrestato

17 Ottobre 2021

Raffaele Moccia, pescarese di 26 anni, litiga con il rivale, gli danneggia l’auto e lo raggiunge a casa Botte anche a un militare. Dopo l’udienza in tribunale, il giudice dispone l’obbligo di dimora

CHIETI. È accusato di aver preso a pugni in faccia l’ex della fidanzata e, in rapida successione, di essersi scagliato anche contro il carabiniere intervenuto per interrompere la violenza esplosa in strada. Raffaele Moccia, pescarese di 26 anni, è stato arrestato dai militari del nucleo operativo e radiomobile di Chieti per resistenza a pubblico ufficiale. L’episodio è avvenuto venerdì a Sambuceto.
In base alla ricostruzione dei militari, tutto comincia verso le otto di sera, quando M.S., 33 anni, riporta il figlio a casa dell’ex compagna, che attualmente ha una relazione sentimentale e convive con Moccia. Probabilmente a causa di vecchie ruggini, i due uomini iniziano a discutere. A un certo punto, M.S. si allontana in macchina per tornare a casa, a Sambuceto. Ma l’auto viene presa a calci dal rivale. Poco dopo, sempre secondo il racconto del 33enne, Moccia lo raggiunge all’esterno della sua abitazione e comincia a gridare, pretendendo un incontro. M.S. riferisce di essere sceso in strada per non fare preoccupare la sua attuale compagna, peraltro incinta. Ed è proprio in strada che si verifica l’aggressione. È la donna, al nono mese di gravidanza, a telefonare al 112. Quando i militari arrivano sul posto, Moccia sta prendendo a calci e pugni il rivale. Subito dopo, si sfila la maglietta e insegue il 33enne che sta fuggendo a piedi. Uno dei carabinieri, intervenuto per bloccare l’aggressione, viene colpito anche lui con calci e pugni da Moccia, che lo minaccia dicendo: «Levati di mezzo, sennò meno pure a te». A questo punto, i militari immobilizzano e arrestano l’aggressore. Le minacce di morte nei confronti di M.S. proseguono anche in caserma. Nel frattempo, la compagna dell’aggredito ha un malore e viene trasportata in ospedale, dove inizia il travaglio. Fin qui, la cronaca della serata di violenza.
Ieri mattina, dopo la notte trascorsa in camera di sicurezza, su disposizione del sostituto procuratore Giuseppe Falasca, Moccia è comparso in tribunale. Il giudice Maurizio Sacco, su richiesta del pm d’aula Roberta Capanna, ha convalidato l’arresto e applicato la misura cautelare dell’obbligo di dimora a Pescara (l’accusa voleva i domiciliari). L’imputato, assistito dall’avvocato Martina Liberatore, si è difeso sostenendo di aver raggiunto M.S. all’esterno della sua abitazione per un chiarimento. Non solo: Moccia ha detto di essersi solo difeso dalle percosse del 33enne, che – a suo dire – lo ha colpito anche con un bastone.
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