Picchia la moglie, pena di 3 anni

18 Luglio 2018

Operaio edile 53enne condannato per maltrattamenti in famiglia

CHIETI. Violento e spesso ubriaco. Tornava a casa dal lavoro e maltrattava la moglie. La picchiava, la offendeva e le scagliava addosso tutto quello che si trovava a portata di mano. Ma la figliastra minorenne non l’ha mai violentata.
È quanto ha sentenziato ieri il tribunale di Chieti riunito in forma collegiale (presidente Geremia Spiniello, giudici a latere Andrea Di Berardino e Valentina Ribaudo, il pubblico ministero era Lucia Campo) che ha condannato per maltrattamenti in famiglia il 53enne C.G., operaio edile di origine romena residente in città. L’uomo è stato però assolto, con la formula secondo cui «il fatto non sussiste», dalla pesante accusa di violenza sessuale aggrava nei confronti della figliastra minorenne.
L’operaio, difeso dall’avvocato Silvano Di Paolo, dovrà scontare ora una pena di 3 anni e 6 mesi. Secondo la ricostruzione della Procura «abitualmente, in occasione dei rientri a fine settimana dai cantieri ove prestava lavoro come operaio, versando in stato di ubriachezza, la offendeva nella dignità, dicendole che era buona a nulla, quindi la percuoteva con schiaffi ovvero scagliandole contro le suppellettili di casa. La sottoponeva a vessazioni fisiche e psicologiche. La minacciava di morte e comunque di danni alla persona, percuotendola in occasione di accessi d’ira immotivati e per lo più dovuti al proprio stato di ubriachezza». (a.i.)
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