Picchiate e vessate in casa, 11 nuovi casi da inizio anno

19 Novembre 2018

Sono quasi tutte italiane, tra i 30 e 60 anni, alcune laureate e altre diplomate Barone: «Pronti a intervenire con la nostra equipe». La scuola si mobilita  

LANCIANO. Hanno tra i 30 e i 60 anni, sono di estrazione sociale diversa, hanno laurea e diplomi, sono quasi tutte italiane e stanno cercando di dimenticare anni di violenze, botte e ferite soprattutto nel cuore. Sono 11 le donne prese in carico in meno di un anno dal Centro antiviolenza Dafne di Lanciano presieduto da Margherita Barone. Si aggiungono alle circa 80 donne che sono inserite in percorsi di recupero in altri centri, associazioni e sportelli aperti sul territorio. Donne vittime di violenza fisica, ma anche economica e psicologica che cercano di reagire entrando in un percorso di recupero che può durare anni.
«Lavoriamo soprattutto con donne vittime di violenza domestica», dice Barone, «che avviene tra le mura di casa, quelle che dovrebbero essere un rifugio sicuro. Al momento sono 11 le donne prese in carico dalla nostra equipe formata da psicologa e psicoterapeuta, legale, assistenti sociali, il supervisore, ma altre donne sono assistite da altri centri e sportelli con cui facciamo rete. Senza la rete fatta dalle politiche sociali del Comune, ospedale, forze dell’ordine, scuole, associazioni non si può provare a sconfiggere questo fenomeno, a combattere la violenza nel contesto cittadino e territoriale».
Una violenza che ha anche una componente nuova, quella che vede come carnefici gli immigrati. Ultimo caso tra San Vito e Ortona con un somalo che ha violentato una donna 68enne sulla spiaggia. «È una situazione nuova», dice Barone, «che investe la società e che vede alla base forme di disagio. Ma c’è una violenza dilagante in genere, è un bollettino quotidiano, vedi la baby gang che ha picchiato la coppia di fidanzatini a Pescara. Se ne può uscire ma serve un cambiamento culturale che deve partire dal basso, anche dalla scuola, che prevede azioni di prevenzione, di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema e poi un supporto alle donne vittime di violenza nel loro percorso di recupero e rinascita».
E molto lavoro va fatto in rete, tanto che venerdì 23 novembre in Comune, come spiegato dall’assessore alle politiche sociali Dora Bendotti, si firmerà il protocollo di intesa di Rete antiviolenza della città di Lanciano e dell’area Frentana a cui faranno parte associazioni, forze dell’ordine, ospedale, e tutti gli attori coinvolti nella lotta alla violenza di genere.
Anche la scuola farà la sua parte. In particolare l’istituto Fermi-De Titta proporrà proprio la sera del 23, alle 21, a Ciak City, lo spettacolo “Rossetto rosso”, di Teresa Motta. Uno spettacolo sulla violenza, sulla voglia delle donne di andare avanti nonostante tutto, il cui ricavato (il biglietto d’ingresso è di 6 euro) sarà devoluto proprio al Centro antiviolenza Dafne.
©RIPRODUZIONE RISERVATA