«Piccoli ospedali salvati dalle nostre leggi»

17 Novembre 2023

Guardiagrele. L’ex assessore regionale Caramanico al sindaco: decisivi i provvedimenti presi nel 2007

GUARDIAGRELE. «Al sindaco Donatello Di Prinzio ricordo che, quando ero assessore regionale, non è stato chiuso nessun ospedale, ma sono stati approvati provvedimenti che hanno salvato i piccoli ospedali»: risponde così l’ex sindaco ed ex assessore regionale Franco Caramanico alle affermazioni del primo cittadino che, nei giorni scorsi, rispondendo alle minoranze, aveva affermato che «quando ci furono la chiusura dell’ospedale e le varie fasi della sua riconversione, in Regione, vi erano due autorevoli esponenti della sinistra guardiese, l’uno assessore, Caramanico, e l’altro consigliere, Angelo Orlando, che nulla hanno fatto, per ridare dignità alla struttura, alle persone che vi lavoravano e ai cittadini che avevano la necessità di usufruire dei servizi».
Caramanico ricorda invece che, dal 2005 al 2008, diverse furono le sue iniziative intraprese: «Mi opposi alla proposta di chiusura presentata dal presidente Ottaviano Del Turco, minacciando le dimissioni da assessore e presentando un emendamento che salvava i piccoli ospedali, riconvertiti in “ospedali di territorio” con pronto soccorso e reparti per acuti». Caramanico ricorda inoltre che in quel periodo furono approvati delle leggi importanti sull’appropriatezza dei ricoveri, sulle linee guida per il Piano sanitario e sull’approvazione del Piano sanitario regionale. «Si trattò di una riorganizzazione che ha salvato non solo il nostro territorio ma anche quello delle altre zone interne della regione», sottolinea Caramanico, «insieme al sindaco Mario Palmerio portai avanti una battaglia per la riorganizzazione della Asl, che prevedeva un unico presidio di Chieti, Ortona e Guardiagrele, con a Guardiagrele pronto soccorso, 124 posti letto (104 per acuti, 20 di comunità) e due cliniche universitarie (Psichiatria e Geriatria )».
Caramanico ricorda poi che nel 2007 per l’ospedale è stata acquistata una Tac ed è stato approvato un progetto di 5 milioni di euro per ampliamento e potenziamento della struttura: «Quella riorganizzazione ha avuto il sostegno della giunta regionale con l’approvazione del mio emendamento, del consiglio comunale con delibera del 10 settembre 2009 votata all’unanimità e quello di 6.700 cittadini firmatari di una petizione popolare. Pensavo che Di Prinzio, avesse fatto tesoro dei provvedimenti del 2007 per continuare a sperare di avere almeno, per il nostro territorio, il riconoscimento di “ospedale di area disagiata”. Finora invece ho sentito solo polemiche e nessuno abbia messo in evidenza che il nostro ospedale era uno dei più efficaci, con un indice di “inappropriatezza” tra i più bassi della regione. Al primo cittadino», conclude Caramanico, «chiedo di chiarire quanto ha affermato e di convocare un pubblico incontro con le autorità regionale e della Asl, prima dell’approvazione del Piano sanitario regionale».
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