«Piena fiducia all’assessore Marchesani»

Sindaco e maggioranza respingono le dimissioni chieste dalla minoranza. Menna: il Consiglio comunale non è un tribunale
VASTO. La maggioranza fa quadrato intorno all'assessore Lina Marchesani e, compatta, respinge le richieste dell'opposizione, che aveva chiesto al sindaco, Francesco Menna, di «avocare a sé le deleghe amministrative nelle more dell'inchiesta penale». È stato bocciato, come era del resto prevedibile, l'ordine del giorno presentato dalle minoranze dopo il clamore suscitato dall'inchiesta giudiziaria sulle manifestazioni estive 2013. Indagine che sta facendo luce sulle decisioni dell' intera giunta dell'epoca, fatta eccezione per l'assessore Marco Marra (che non era presente alla riunione dell'esecutivo). Il centrosinistra si è invece approvato la risoluzione che impegna il sindaco Menna «a indire una o più giornate di approfondimento sul nuovo codice degli appalti, da tenersi dopo le vacanze estive e aperto al personale comunale».
«La montagna ha partorito il topolino», è stato il commento fra il pubblico che ha assistito alla seduta consiliare. Che la maggioranza non avrebbe offerto il benché minimo spiraglio alle opposizioni su un caso che sta creando forte imbarazzo fra le fila della compagine si era capito fin dal primo intervento di Menna. «Questa non è l'aula di un tribunale», ha esordito il sindaco, «invito i consiglieri a non entrare nel merito della vicenda perché già attenzionata dalla magistratura di cui abbiamo piena fiducia. Non è la sede per dibattere di queste questioni. Non permetterò che il Consiglio comunale veda la presenza di archi, frecce e giavellotti». Nel merito delle richieste, ha tagliato corto. «L' assessore Marchesani gode della mia piena fiducia, non ho alcuna intenzione di avocare a me le deleghe che le ho conferito», ha replicato all'opposto schieramento, «siamo ancora nella fase delle indagini, non c'è un rinvio a giudizio. Se e quando ci sarà prenderò provvedimenti». Menna ha anche promesso che farà una ricognizione degli appalti affidati dagli anni '90 in poi e che renderà noto alla cittadinanza tutte le somme pagate per gli spettacoli dalle precedenti amministrazioni.
«Non svii, faccia chiarezza», è stato l'invito rivolto a più riprese al sindaco da Ludovica Cieri (Movimento 5 stelle), che ha ripercorso tutti i passaggi, sottolineando «stranezze, approssimazione, imperizia e incapacità». La vicenda è quella relativa all'affidamento diretto, senza gara d'appalto, di un pacchetto di manifestazioni dell'importo di 170mila euro. «Ci sono creditori che aspettano anni per essere pagati», ha sottolineato la Cieri, «invece l'imprenditore al quale il Comune si è affidato per realizzare le manifestazioni ha ottenuto l'anticipo del 70% dell'importo, pari a 120mila euro, senza una pezza d'appoggio e senza contratto».
«Non siamo qui per sostituirci alla magistratura, ma per chiarire», ha aggiunto Vincenzo Suriani, capogruppo di Fratelli d'Italia, «vi stiamo offrendo una via d'uscita trasparente, invece voi volete solo insabbiare sotto il polverone estivo la nostra istanza».
Duro l'affondo di Edmondo Laudazi. «Sono stati fatti affidamenti diretti agli amici e agli amici degli amici», ha accusato l'esponente del Nuovo Faro, che non ha lesinato critiche alla macchina amministrativa. Non sono mancate scaramucce e battibecchi tra alcuni esponenti della minoranza e il presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Forte, contestato per non aver svolto «il ruolo di garanzia che gli è stato conferito». In apertura di seduta, e prima dell’avvio delle ostilità, l'assemblea ha votato la surroga di Massimo Desiati. Al suo posto è subentrato Francesco Prospero. Il neo consigliere ha preso posto vicino ad Alessandra Cappa (Unione per Vasto). «È per me un onore subentrare a Desiati», ha commentato visibilmente emozionato, «ed è motivo di orgoglio partecipare a questa assemblea».
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