Pilkington chiede aiuto alla politica
San Salvo. L’azienda tenta di scongiurare 55 licenziamenti: lunedì vertice in Regione
SAN SALVO . Gli esuberi ci sono e la crisi dell’auto non aiuta, ma la validità del piano di investimenti della Pilkington e i 17 milioni già investiti in nuove tecnologie potrebbero convincere il ministero e la Regione a fornire incentivi e fondi per scongiurare 55 licenziamenti. All’indomani del nuovo incontro romano dei vertici del colosso vetrario, i rappresentanti provinciali di Cgil, Cisl , Uil e Cobas fanno il punto della situazione. «Il sindacato è unito e coeso su un punto: nessun lavoratore deve lasciare la fabbrica di Piana Sant’Angelo. Nessun impianto deve essere fermato», hanno detto Franco Zerra, Emilio Di Cola, Arnaldo Schioppa e Domenico Ranieri. «Il momento è delicato. L’Automotive è in trasformazione ma anche in crisi. Le vendite Fiat sono in calo. Lo stabilimento dell’Alfa Romeo di Cassino segna un calo di vendite del 54%. Con in il nuovo piano industriale Pilkington punta a fare un salto di qualità. A San Salvo sono arrivati impianti robottizati unici in Italia. Nonostante la concorrenza delle industrie giapponesi e delle consorelle europee, la professionalità di Pilkington Italia può vincere. Va colmato il gap che c’è fra la chiusura di un vecchio impianto e l’accensione di uno nuovo, ma l’azienda sta lavorando per questo. Così come sta lavorando per ottenere nuovi ammortizzatori sociali», hanno rimarcato i sindacalisti. «Due anni fa gli esuberi erano 625, sono poi scesi a 228 e poi ancora a 190. Dopo la presentazione del nuovo piano industriale e l’annuncio di 30 milioni di investimento gli esuberi sono diventati 130. Ora sono 55. Occorre trovare una soluzione anche per loro». Incassata una parziale apertura del ministero, lunedì i sindacati andranno all’Aquila a parlare con la Regione che ha a disposizione 27 milioni destinati agli investimenti.
«Occorre usare al massimo gli ammortizzatori sociali per arrivare al 2020», hanno insistito i sindacati confidando in un intervento della politica. «Questa terra ha già pagato tanto. La crisi sta investendo diverse aziende. C’è bisogno di politici che rappresentino e riescano a difendere i diritti dei lavoratori del Vastese». (p.c.)

