Pilkington: diteci perché arriva poca acqua

San Salvo. Sospetti del colosso vetrario sulla risorsa idrica che giunge da Chiauci in quantità ridotta
VASTO. Emergenza idrica nel Vastese. La multinazionale del vetro Pilkington corre ai ripari per continuare a lavorare senza togliere acqua potabile alla collettività. La quantità ingiustificatamente ridotta di acqua che da Chiauci arriva a valle, spinge il colosso vetrario a sospettare prelievi illegali e a chiedere controlli.
Le riserve idriche nel Vastese sono ridotte al lumicino dopo giornate senza piogge e con le temperature alle stelle. Preoccupante l’abbassamento del livello di acqua della diga di Chiauci. La Pilkington Italia spa fa la sua parte e decide di non ritirare le quantità di acque necessarie alla produzione e provenienti dal fiume Trigno. Per le lavorazioni del colosso del vetro saranno utilizzate le cosiddette acque di recupero dall’Arap Servizi. Al lavoro Massimo Di Ienno, energy manager della Pilkington Italia che, in attesa della piena ripartenza degli impianti, ha predisposto le azioni necessarie per l’eventuale utilizzo.
Le acque di recupero sono quelle nere di scarto prodotte dalla comunità di San Salvo. Dopo un primo trattamento da parte dell’Arap Service, queste acque possono essere usate eccezionalmente dalla Pilkington grazie all’utilizzo di impianti altamente tecnologici preposti al trattamento delle acque in ciclo.
Il Vastese, avrà così a disposizione una maggiore quantità di risorse idriche per uso umano. Attualmente però dalla diga di Chiauci viene rilasciata acqua che arriva a valle in quantità, ingiustificatamente, ridotta. Per questa ragione la Pilkington sollecita gli organi preposti a predisporre ulteriori controlli su tutto il percorso del fiume al fine di verificare e individuare sospettati prelievi non autorizzati ed eventuali usi impropri. (p.c.)
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