Pilkington, incognita sul futuro L’azienda incontra i sindacati

9 Settembre 2020

San Salvo. Nello stabilimento si lavora a pieno regime da tre settimane ma l’autunno resta un rebus I lavoratori chiedono chiarezza: «Aspettiamo notizie sugli investimenti per il prossimo anno»

SAN SALVO . Da tre settimane alla Pilkington si è ripreso a lavorare quasi a pieno regime. Il colosso vetrario di San Salvo sta mettendo in atto tutte le strategie per assicurare un futuro sereno ai lavoratori nonostante il periodo estremamente delicato. L’autunno è pieno di incognite. L’azienda ha convocato i rappresentanti sindacali per il fine settimana. Nel corso del summit sarà fatto il punto della situazione. «L'auspicio è che arrivino notizie anche sugli investimenti 2021», dice Emilio Di Cola, segretario provinciale della Filtcem Cgil. Di Cola insieme a Franco Zerra (Femca Cisl), Arnaldo Schioppa (Uil) e Domenico Ranieri (Cobas) da mesi segue l'evoluzione della crisi dovuta al crollo delle vendite auto. Il nuovo aumento dei contagi da Covid-19 non spaventa i lavoratori ma preoccupa per le conseguenze che potrebbero avere ancora sul settore produttivo e dell’auto in particolare. Un nuovo lockdown sarebbe drammatico. Il colosso vetrario, a fine agosto, ha riattivato l’attività produttiva del forno Float Ss2, rimasto per ben 4 mesi in “hot hold”, ossia in veglia.
«Sulle decisioni del gruppo Nsg riguardo al futuro non sappiamo nulla», dice Di Cola. «I lavoratori di San Salvo hanno dimostrato il massimo impegno e tanta volontà di sacrificio. Questo ci fa sperare per il futuro, ma allo stato attuale non ci sono certezze. Restano molti problemi da risolvere e nulla è stato ancora deciso». Il gruppo giapponese Nsg Pilkington ha spento già due forni in Giappone e Malesia ed è intenzionato a spegnere anche un terzo forno in Europa. Il rischio che la scelta ricada su San Salvo non è stato ancora scongiurato.
«La speranza è che prima possibile, il mercato globale riprenda a muoversi», insiste il sindacalista. È prevista una riduzione del 40% dei volumi produttivi per l’anno finanziario 2020-2021; bloccati gli investimenti e le fermate gestite passo dopo passo. Il gruppo Nsg ha attività produttive in 30 Paesi. Con l'arrivo della crisi il colosso ha preso subito adeguati provvedimenti spegnendo i forni dove la crisi era maggiore. Per il momento San Salvo non è stata interessata. I sindacati confidano nella ripresa produttiva e nella salvaguardia dei livelli occupazionali, ma anche dei salari, e sperano in investimenti per il futuro e nuove strategie che convincano gli azionisti a puntare ancora su San Salvo.
Il presidente della Regione, Marco Marsilio, in più occasioni ha ribadito la volontà di seguire costantemente il colosso vetrario. I sindacati nel corso di un incontro a Piana Sant'Angelo hanno chiesto alla Regione di affiancare l'azienda mettendo in atto i punti chiave del programma “Cura Abruzzo”.
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