Pilkington ingloba Bravo e Primo Ecco il colosso da 2.500 lavoratori

L’azienda annuncia che i due stabilimenti nati come start up saranno assimilati a quello principale Soddisfatti i sindacati: «Benefici sostanziali per tutti i dipendenti con l’auspicio di nuove assunzioni»
SAN SALVO. Ora è ufficiale. La fusione fra gli stabilimenti di Pilkington, Primo e Bravo non è più solo un’ipotesi. La direzione aziendale di Pilkington Italia spa, le organizzazioni sindacali Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec- Uil, Ugl-Chimici e i rappresentanti sindacali di Pilkington, Bravo e Primo hanno sottoscritto lunedì l’avvio del processo di fusione per incorporazione di Bravo srl e Primo srl in Pilkington Italia. «La fusione», fa sapere il colosso vetrario, «diventerà operativa il primo gennaio 2024». Gli stabilimenti di Primo e Bravo verranno incorporati nella Pilkington senza nessun esubero e con neutralità di costi. I dipendenti di Primo e Bravo sono circa 600. Pilkington Italia raggiungerà quindi 2.500 lavoratori. «Bravo e Primo», spiega l’azienda in una nota, «rappresentano una straordinaria dimostrazione di lungimiranza strategica, aziendale e sindacale. Bravo nel 2004, e Primo nel 2008, sono nate come due start up scommettendo su prodotti e processi che, in quegli anni, non erano implementati in Pilkington. L’avvio delle due realtà aziendali ha permesso di completare a San Salvo i processi produttivi delle terze lavorazioni (stampaggi e assemblaggi su vetro) e la produzione di parabrezza riscaldati. La strada percorsa in questi anni ha portato all’assunzione di oltre 550 dipendenti e al raggiungimento di importanti risultati produttivi. Il processo di fusione permetterà di avere un ulteriore valore aggiunto grazie alla completa integrazione che farà di Pilkington un’unica azienda con un unico team e un’identità comune. Con il completamento del processo di fusione si raggiungeranno importanti risultati in termini di crescita professionale, flessibilità e valorizzazione delle competenze. Siamo in dirittura d’arrivo di un percorso che avevamo in mente da alcuni anni e che, finalmente, oggi trova realizzazione. Questo rappresenterà un valore aggiunto per guardare al futuro come un’unica grande squadra, mettendoci alla prova con tecnologie e prodotti sempre più complessi al servizio dei nostri clienti».
I sindacati sono soddisfatti: «Dalla fusione», spiegano, «deriveranno benefici sostanziali per tutti i dipendenti di Bravo e Primo. Il completamento del processo di fusione darà la spinta ad attrarre sempre più prodotti, con l’auspicio che derivino anche assunzioni di nuove risorse per la crescita del territorio». Nel corso dell’incontro lunedì sono state confermate anche le misure di competitività per generare nuovi investimenti tali da incrementare i livelli di produzione e, quindi, di manodopera impiegata. Nei prossimi giorni si terranno le assemblee per presentare l’accordo alle lavoratrici e ai lavoratori.
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