Pilkington ingloba Primo e Bravo «Solo vantaggi per i lavoratori»

Le Rsu delle tre aziende plaudono all’intesa sulla realizzazione di un solo sito produttivo sul vetro «Piano di armonizzazione da gennaio prossimo con premi, buoni spesa e nuovi investimenti»
SAN SALVO. Maggiore integrazione e flessibilità, minor ricorso agli ammortizzatori sociali e quindi maggior salario; partecipazione di tutti i lavoratori al raggiungimento di obiettivi comuni. Sono alcuni dei vantaggi che deriveranno dall'inglobamento degli stabilimenti Primo e Bravo nella Pilkington Italia con.2.500 lavoratori. Vantaggi che hanno provocato la reazione positiva delle Rsu. «Dalla fusione», annotano le Rsu delle tre aziende, «nasce un unico sito produttivo in grado di fabbricare, partendo dalla sabbia, fino ad arrivare al prodotto finito da mettere a servizio del cliente e del mercato. Sono inoltre previste numerose semplificazioni amministrative per tutti i dipendenti. Nell’accordo di fusione per l’incorporazione di Bravo e Primo in Pilkington», spiegano le rappresentanze sindacali, «è stato condiviso un piano di armonizzazione, che partirà dal 1° gennaio 2024, all’interno del quale la parte sindacale ha ottenuto l’estensione di condizioni più favorevoli per i lavoratori, come ad esempio: premio di partecipazione uguale per tutti, estensione progressiva dei buoni spesa, permessi per visite mediche, premi fedeltà e welfare. Sono state anche confermate le misure di competitività per generare nuovi investimenti tali da incrementare i livelli di produzione e, quindi, di manodopera. Riteniamo quindi», ribadiscono le organizzazioni sindacali e le Rsu della Nsg Pilkington, Primo e Bravo, «che questo accordo sia un’ulteriore fondamentale tappa per il percorso di crescita e fortificazione di questa nostra azienda sul territorio e che segue quanto fatto negli anni passati, non ultimo il robusto piano industriale di investimenti (oltre 80 milioni negli ultimi 5 anni) che ci ha permesso l’introduzione di nuove tecnologie per produrre particolari complessi a maggiore valore aggiunto e che oggi sono diventati uno standard produttivo e di mercato. Soprattutto, questa intesa ci permetterà di essere più forti per affrontare le sfide future. Primo e Bravo erano nate per produrre a San Salvo le terze lavorazioni e i parabrezza speciali con tecnologia Wiring, al fine di dar seguito alla strategia del gruppo di realizzare produzioni ad elevato valore aggiunto. Le due aziende sono diventate dopo quasi 20 anni due realtà consolidate con oltre 550 dipendenti a tempo indeterminato, con professionalità e conoscenze che hanno permesso di raggiungere sia livelli di competitività elevati che di affrontare la crisi del mercato dell’auto legata alla transizione verso l’elettrico, alla pandemia da Covid-19, agli effetti dei costi energetici legati anche al conflitto russo-ucraino rendendo il sito di San Salvo più resiliente e più competitivo». (p.c.)
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