Pilkington, la ripartenza è lenta: orario ridotto per 1.350 operai

Restano i contratti di solidarietà nel colosso del vetro, da lunedì la produzione riparte ma al 50% Denso, il 1° aprile il vertice sulla cassa integrazione straordinaria. Grippa (M5S): «Siamo vigili»
SAN SALVO. Restano in solidarietà 1.350 dipendenti della Pilkington. Per loro buste paga decisamente più leggere. Come annunciato ieri, il colosso vetrario riprenderà la produzione lunedì ma solo al 50%. Il resto delle linee ripartiranno forse la settimana successiva. L’incertezza è d'obbligo davanti a una situazione non chiara e sulla quale diventa difficile fare previsioni. Alla Denso intanto i lavoratori hanno incontrato il nuovo amministratore delegato: rinviata al 1° aprile ogni decisione sulla cassa integrazione straordinaria. Il ministero del Lavoro e l'Inps devono effettuare delle verifiche tecniche. Diverse le aziende dell'indotto che potrebbero fermarsi in questi giorni. I sindacati invocano l'intervento dei parlamentari .
LA DEPUTATA GRIPPA«Siamo sempre attenti e presenti», assicura il deputato del M5S, Carmela Grippa, «per scongiurare danni irreparabili causati dalla crisi che coinvolge tutti, aziende, imprese ma anche cittadini. Ci adoperiamo e ci adopereremo», assicura la deputata pentastellata, «per dare il nostro il supporto e trovare soluzioni».
PILKINGTON E PRIMOA risentire maggiormente della crisi in casa Pilkington sono le seconde lavorazioni. Lo stop delle forniture della componentistica prodotta in Ucraina impedisce a molte case automobilistiche di lavorare. Come conseguenza le case automobilistiche non ritirano i prodotti. Per lo stesso motivo lo stabilimento Primo lavorerà solo qualche giorno prima della fine del mese. La cosa più grave è che nessuno sa quando tutto questo finirà. L'anno finanziario termina il 31 marzo. Previste inevitabili ripercussioni.
INDOTTOLa frenata della Pilkington sta già provocando i primi problemi nell'indotto «A cascata», dice il direttore di AssoVasto, Giuseppe La Rana, «ci saranno ripercussioni sulle aziende che lavorano per Pilkington e per le grandi industrie in difficoltà. Il rallentamento della produzione porterà a nuove forme di flessibilità. La preoccupazione è maggiore perché la crisi è internazionale. Persino le case automobilistiche più blasonate sono in difficoltà per la componentistica».
DENSONon è più lieto il clima alla Denso. Anche l'industria giapponese deve fare i conti con una crisi senza precedenti. Nei giorni scorsi il nuovo amministratore delegato, Francesco Monaco, ex general director dello stabilimento Denso in Brasile, ha incontrato i lavoratori. Il manager dovrà affrontare non pochi problemi. La guerra in Ucraina ha aggravato una situazione già delicata provocata dalla crisi dell'automotive. Dopo aver ottenuto i contratti di espansione, l'azienda ricorre alla cassa integrazione straordinaria. Martedì pomeriggio si è tenuto un incontro in proposito che però è finito con una nulla di fatto. «L'incontro è stato rimandato al 1° aprile», conferma il coordinatore delle Rsu, Peppino Di Santo, «sono necessarie verifiche tecniche al ministero del Lavoro e da parte dell'Inps».
Ad oggi dalla Denso sono già usciti 138 lavoratori con contratti di espansione. (p.c.)
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